La storia di un pittore invisibile

C’era una volta un pittore. No. Non va bene. Riprendiamo dall’incipit. Non si tratta di una fiaba, ma di un piccolo racconto. Va raccontato al presente, perché questo pittore esiste.

C’è un pittore. Un tizio che usa i colori che trova per caso, e con quelli imbratta e poi inizia a dipingere, ad armonizzare il tutto. Si tratta di un pittore invisibile, di quelli che non si vedono. Un pittore che ogni tanto vado a visitare, anche solo per sentire l’odore del colore.

Bastano pochi attimi per entrare in una dimensione che corrisponde con il nome di Arte. Già, si tratta di un qualcosa che non si può descrivere. Solo gli esseri sensibili la percepiscono, e solo coloro che hanno un cuore possono soltanto pensare di varcare quello che l’occhio comune non vede.

All’inizio c’è spesso un caos rappresentato sulla tela. Nei principi della creazione c’è sempre caos. La tela bianca è una perfetta rappresentazione del caos.

 

Allora il pittore invisibile decide di riempire la tela con altro caos. La materia del colore si amalgama con la tela, e attraverso vari passaggi ecco che le prime forme cominciano a farsi notare.

Dal caos può emergere un paesaggio, una figura, una pianta, un fiore, un volto, un’anima forse. Lo stesso pittore non lo sa. Non può saperlo. Ne ha una vaga idea. Dentro di sé, riesce a vederla. Forse riesce anche a descriverla con parole sue. Ma il processo della pittura è variabile come le onde di un oceano in tempesta. La composizione richiede tempo, pazienza, amore, passione.

 

Di pittori invisibili ce ne son tanti. Così come ce ne sono di pittori famosi.

Ma i pittori invisibili sono diversi. Non si fanno spesso pubblicità. Forse non sono neanche capaci come quelli più famosi. Ma intanto prendono un pennello, lo riempiono di colore, e vanno a comporre anche loro sulla tela.

Non la chiameranno Arte con la A maiuscola, ma la pittura resta prima di tutto un processo di passione che nasce proprio dal caos. Il pittore invisibile manipola il caos per trovare l’armonia attraverso l’energia. E prima o dopo arriverà a dipingere il suo quadro, a ritrarre il soggetto, a raccontare una qualche storia.

 

Ci sono tanti pittori invisibili. La loro presenza è necessaria in questo mondo. Perché è grazie al pittore invisibile che forse tu riesci a toccare in qualche modo il ricordo di un passato che riesci a focalizzare, ma che molto probabilmente non riesci a descrivere.

Un pittore invisibile è il testimone del nostro tempo.

 

Testo e fotografie di Aurélien Facente, settembre 2019.

 

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