C’era un musicista di nome Pietro Aldieri…

 

Si dice che il silenzio sia il miglior modo per rispettare la dipartita di qualcuno. Già, è il pensiero che ci diciamo tutti quando viene a mancare qualcuno. Io, francamente, ci credo poco. Semmai stai in silenzio quando c’è da celebrare una messa solenne che possa accogliere l’anima di chi vuoi bene, ma il tuo cuore non può stare zitto quando deve esprimere qualcosa.

La notizia non è bella. Già apparsa nei necrologi web della città di Catanzaro, che giustamente deve ricordare Pietro Aldieri. Ma non ci si può ridurre ad un piccolo articolo sul web per dire che è venuto a mancare Pietro.

Esprimo sin da qui le mie condoglianze alla famiglia di Pietro per l’enorme perdita che colpisce moltissimo anche chi tra di noi l’ha conosciuto e apprezzato. La Calabria tutta ha perso un figlio esemplare, oltre che un musicista enorme e un grande amico di tutti.

Io non sono stato il miglior amico di Pietro, ma di sicuro resto uno dei suoi più grandi fan nel senso musicale del termine.

Ho grandi ricordi dei suoi concerti, prima come semplice ascoltatore e poi come fotografo.

La nostra conoscenza iniziò proprio con la fotografia.

Mi ero messo da qualche tempo a fotografare concerti, e capitò che i suoi concerti capitavano a Crotone proprio il giovedì, giorno in cui ero super impegnato a scrivere articoli di giornale e consegnarli. Per almeno quasi un anno capitò questo spiacevole incidente, e ci si sfotteva al Columbus Bar per questa cosa. Come se Pietro mi stesse antipatico. Ma non era così, altrimenti perché farmi vedere i giovedì sera mentre veniva con la sua band a tenere concerti sempre di buona qualità.

Però quella fu la scusa per rompere il ghiaccio.

 

Pietro era un po’ come me. All’apparenza timido, ma molto profondo nel rapportarsi. Iniziammo semplicemente a parlare e a rispettarci. E poi arrivò l’occasione di fotografarlo, con la promessa che su di lui avrei cercato di fare solo foto spettacolari, anche per recuperare “il tempo perso”. Lui disse che non mi dovevo disturbare, ma per me quella promessa era un qualcosa. Volevo dimostrargli che a me interessava quello che suonava.

Da lì si incanalano bei ricordi.

Ne voglio raccontare due in particolare.

 

Il primo ricordo avvenne nel 2011. Lui era in tournée con il ben più noto maestro Alfredo Paixao, ed ero diventato conduttore di un piccolo programma d’interviste. Ci sedemmo al tavolo a parlare, e la situazione si fece comica perché lui non si aspettava di essere intervistato, tra l’altro dal sottoscritto. Fummo naturali entrambi, e credo che quell’intervista sancì definitivamente la pace tra di noi.

Poi, dopo qualche tempo, arrivò purtroppo quel male che ha caratterizzato la sua esistenza negli ultimi anni.

 

Ma non si arrese, e ritornò a suonare dal vivo, più forte che mai. Non nascondo l’emozione di averlo visto tornare con la sua chitarra in mano, pronto a reagire e a regalare ancora tanta buona musica. E soprattutto non aveva perso se stesso. Io stavo uscendo dal buio di una mia situazione traumatica, e il vederlo mi diede la giusta scossa.

Perché Pietro era fatto così. Ti poteva dare qualcosa di prezioso quando meno te lo aspettavi. E il rivederci dopo aver passato ognuno un periodo di lotta tremendo nelle nostre rispettive anime… Bene, bastarono pochissime parole, e parlammo solo di quello che volevamo fare e realizzare, con la consapevolezza che eravamo più maturi e più forti.

 

Il secondo ricordo avvenne nel 2016, durante un concerto in duo con una brava cantante. Gli chiesi di farmi da cavia per uno spot. Volevo soltanto le mani che suonavano la sua chitarra. Nient’altro.

“E che hai intenzione di farci?” mi chiese.

“Devo farci lo spot per una rassegna. Nulla più. Devo essere sincero, Pietro. Avrei voluto un sassofonista, ma tu vai più che bene.”

Pietro si prestò al gioco, e grazie a lui riuscii ad avere delle splendide sequenze di mani che si esercitavano sulla chitarra, anche se in maniera semplice.

Uno spot che non fu capito quando fu pubblicato, ma che rappresenta per me molto. Perché lì dentro vedo Pietro con la sua chitarra, con la sua generosità, con la sua signorilità.

 

Fu purtroppo anche l’ultima volta che lo fotografai dal vivo.

A proposito. Parlammo quella sera e anche tanto, direi. Parlammo delle nostre rispettive vite, e ci rendemmo conto di essere adulti. Gli anni passavano, e noi ormai potevamo a vicenda raccontare una storia di vita, di famiglia, di esistenza, di arte e tanto altro ancora.

Ci siam dati l’arrivederci. Poi ognuno di noi è andato ad affrontare la propria vita, con molta serenità tra l’altro.

E oggi, ecco la notizia che nessuno di noi voleva leggere o sentire.

Pietro Aldieri se n’è andato.

Ho passato le ultime ore a spulciare le foto che gli ho fatto, a recuperare l’intervista, a rivedere lo spot, a sorridere di nuovo con lui, a parlare con lui.

Ogni amico che lo ha conosciuto di sicuro avrà avuto il suo pensiero, e proverà a salutarlo.

Tutti noi proveremo a salutarlo, sapendo il vuoto immenso che lascia nei nostri cuori.

La Calabria ha perso un grande Artista, noi abbiamo perso un Amico unico, e aggiungo che tutti abbiamo perso un Maestro.

Sì, perché Pietro era un Maestro di vita, di amicizia, di musica.

Pietro, è giunta l’ora di dirci arrivederci. RIP.

La tua chitarra resterà sempre vivida nei miei ricordi.

 

Aurélien Facente

febbraio 2019

 

N.B. Ho dedicato un testo a Pietro che potete trovare in questo link: La chitarra che volevo ascoltare

Qui potete vedere l’intervista che realizzai a Pietro.  Buona visione.

 

Questo è lo spot promozionale per la rassegna Groove of the Rare. Qui Pietro si prestò al gioco, e con le foto è uscito uno strano connubio.

Qui potete vedere Pietro Aldieri in compagnia del maestro Alfredo Paixao e della brava Moniquita Lux in un live emozionante.

 

Grazie, Pietro, per tutto quello che ci hai saputo trasmettere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...