Bohemian Rhapsody, ovvero lo spirito di Freddie Mercury nei nostri cuori per sempre

 

Lo ammetto. Ero titubante a vedere un film del genere. “Bohemian Rhapsody” è un film che non può piacere. Soprattutto a quei criticoni che si sarebbero attaccati alla sceneggiatura del film. Forse avrebbero voluto vedere un film con il vero Freddie Mercury, ma ciò non è possibile. Freddie ci ha lasciato nel lontano 1991, ma la sua musica è rimasta. Eccome se è rimasta.

In un freddo giorno d’autunno vado a vedere il film con degli amici.

Bene, ve lo dico senza mezzi termini. Il film mi è piaciuto tantissimo.

Perché è il film che racconta i Queen. Non di Freddie Mercury e basta.

Freddie è il protagonista, ma l’attore vero è la musica.

Della vita si è detto di tutto e di più, e l’approccio soft sulle sue vicende personali basta e avanza, al di là delle licenze di sceneggiatura.

Freddie Mercury era prima di tutto un uomo che viveva per la musica. E la musica era la sua vita.

Sì, il film, in sede di sceneggiatura, si concede alcune libertà. È successo in tutti i film biografici. Ci si prende delle licenze poetiche. Chi scrive sa che un personaggio deve regolarsi molto sull’identificazione con il lettore. Il pubblico segue il personaggio nel film, e in qualche modo ci si identifica per capirlo meglio.

In “Bohemian Rhapsody” si è semplicemente fatto il ritratto di un Artista della Musica insieme alla sua band, e si è seguito quella che è la sua evoluzione emotiva come Artista.

Sì, perché Freddie era un Artista, e adesso che non c’è più continua a essere un Musicista.

 

Ascolto i Queen dai primi anni 80’. Li scoprii grazie al film “Flash Gordon”, e mi ricordo che mi colpì la voce del frontman che non sapevo chi fosse. Ero piccolo. Doveva essere il 1984. Avevo sei anni. E il film fu trasmesso dalla Rai per la prima volta. Questo me lo ricordo bene.

Erano anni dove si ascoltava tantissimo la radio, quindi ti capitava di ascoltare una delle tante canzoni dei Queen. Potrei citarne tantissime.

Ma la sua voce c’era sempre. La sublime voce di Freddie.

Poi cominci a crescere.

Arriva il 1991, e Freddie Mercury ci lascia tutti. Ma la sua eredità resta. E che eredità tra l’altro.

Negli anni successivi si è detto di tutto, e si è scritto tanto.

Mi restavano solo i dischi, quelli che contenevano la musica di Freddie e dei Queen. Ho ascoltato largamente i Queen verso la fine degli 90’ e degli inizi del 2000. Continuo ad ascoltarli ancora oggi.

E capisco chi li ama. Certo che capisco i loro fan. Invidio chi è riuscito ad assistere a qualche loro concerto. Mi devo accontentare dei video e dei dvd.

Alla fine, il film ho deciso di vederlo fino in fondo, e molto probabilmente lo rivedrò quando il dvd sarà pubblicato tra qualche mese.

 

Al cinema ho visto tanti film, e non mi sono sfuggiti quelli musicali, sia chiaro.

Però questo film ha qualcosa più degli altri, e spiega il successo che sta avendo.

Ad un certo punto, quando il film ti fa vedere i concerti (ricostruiti con gli attori) e ti trovi ad ascoltare le canzoni… Beh, ti viene la voglia di cantare.

Sì, in sala c’era gente che si era messa a cantare, e magari se non ci fosse stata la poltrona ci si sarebbe alzati e avremmo ballato tutti in nome dei Queen, lasciandoci trascinare da quell’energia musicale che ha scritto abbondantemente un notevole periodo storico tra gli anni 70’ e gli anni 80’, per poi spegnersi nei primi 90’, ma continuando a vivere nel tempo.

Nel film, si avverte l’anima musicale di Freddie. Certo, lui è il protagonista. Ma è il Musicista che resta. Ed è quello che conta. E anche se si tratta di un film, noi che amiamo i Queen ci ritroviamo a cantare dei brani immortali con il cuore.

Un lavoro che risveglia delle emozioni dunque, quindi un lavoro riuscitissimo.

Ma la verità è un’altra.

Freddie ci manca come non mai. Almeno per quelli che lo hanno vissuto.

Oggi c’è più di una generazione che non conosce la magia dei Queen o la poesia di Freddie Mercury, e il film “Bohemian Rhapsody” è probabilmente la migliore occasione per leggere e scoprire una pagina importantissima della musica contemporanea.

Ma la verità è ben altra: oggi l’arte, in generale, ha bisogno di un artista come Freddie Mercury. In Italia soprattutto. E per tanti vari motivi tra l’altro.

Di sicuro c’è un fatto: lo spirito di Freddie Mercury continua a vivere nei nostri cuori. Eccome se vive. E ci manca terribilmente.

 

Aurélien Facente

dicembre 2018

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