Fotografare un concerto, ovvero come valorizzare la propria tecnica fotografica

Ok, sono oltre 15 anni che fotografo con una certa continuità, e so di non aver imparato nulla. La fotografia è evoluzione, prima di tutto, e come arte ha vari spazi immensi da esplorare e imparare, al quale bisogna aggiungere che bisogna darsi uno stile, se non altro per essere conforme alla propria identità. La fotografia non è una cosa da prendere troppo sottogamba. Oggi è più facile avere accesso alla fotografia grazie agli smartphone e agli I-Phone, ma per saper fotografare bene è utile avere dimestichezza anche di una buona macchina fotografica.

Questo blog, da quando è nato, è stato un continuo conflitto con me stesso, nel senso che non sapevo veramente la direzione da prendere, se fare affidamento alle mie idee, oppure al mio lavoro, che qualcuno gentilmente mi ha fatto notare che è arte.

Partiamo una premessa: non sono il miglior fotografo del mondo, e non mi sento di esserlo. Ma almeno posso vantarmi di avere un piccolo archivio di tutto rispetto, e dopo tanti anni, sarà per l’anzianità o per la voglia di trasmettere la mia esperienza a chi ha voglia di avventurarsi, ecco che adesso mi permetto di dare suggerimenti, che nulla tolgono a quello che un professionista può dare.

Anzi, se hai voglia di fotografare devi andare ai corsi dei fotoamatori oppure a quelli delle associazioni culturali. La prima regola è darsi un punto di partenza, e puoi farlo solo in due modi: studiare e confrontarti.

Ma attenzione, quello che ti insegnano, seppur prezioso e fondamentale, è pur sempre un punto di partenza. Il resto lo dà la pratica, lo studio, e soprattutto confrontarti con gli altri. Non c’è cosa migliore del confronto per migliorare il proprio lavoro (o arte per chi vuole sentirsi un po’ più “raffinato”). Ma l’umiltà non va mai dimenticata.

Oggi vi voglio svelare qualche trucco sulla fotografia da concerto, partendo però da quella del concerto da pub, ossia quelle serate dove trovate una piccola band ad esprimersi in una platea fatta di tavoli dove sedersi e consumare qualcosa.

Solitamente è la situazione che prediligo. Perché si tratta di un genere di esercitazione fotografica che è, di fatto, la migliore per i seguenti motivi: foto di scena, foto d’atmosfera, ritrattistica, attimi, particolari, musica, foto di gruppo, luci. Quindi, qui vi potete sbizzarrire. Ma tenendo conto di una cosa soprattutto: se non siete reporter, cercate di non usare il flash.

Il flash è importante, ma solo se ve ne fregate del colore. Ma ha il dannato difetto di essere fastidioso per chi suona, quindi se potete non usatelo, perché per esempio, se un giorno vi daranno la possibilità di fotografare all’interno di un teatro una commedia, allora è meglio che il flash lo dimentichiate. A teatro, durante l’esecuzione, è proibito fotografare, e se avete il privilegio di farlo… beh, sappiate che il privilegio non è un regalo, bensì una responsabilità.

 

Tenendo conto di questi fattori, sappiate che le regole vanno rispettate perché sono quelle che vi aprono le porte. Questo, sempre se volete essere fotografi e non relegarvi alla figura di “amatoriale”, figura sempre rispettabile, ma limitativa.

Il vero fotografo è quello che racconta, quello che viene definito come il miglior testimone dell’evento. Perché il pubblico può ricordare il concerto, ma un preciso attimo… beh, quello è difficile.

Perché in un concerto da bar l’utente non va solo per il concerto e basta, ma ci va anche per consumare e stare in compagnia. Poi magari ci sarà anche il giornalista di turno, ma quelli solitamente sono giornalisti in erba. Vi chiederanno sicuramente qualche foto, ma concedetela solo se la testata pubblicherà il vostro nome. Altrimenti è meglio che il giornalista si porti il proprio smartphone e lo faccia da sé.

La fotografia non è un passatempo, bensì un lavoro.

Perché fotografare un concerto per intero richiede almeno un paio d’ore, e ritornerete a casa con una media di almeno duecento scatti, di cui dovrete almeno sceglierne una trentina tra i migliori (e sono anche ottimista).

 

Fotografate sempre a colori, e solo in post produzione scegliete quella che è la migliore strada.

Il bar/locale/pub vi richiederà qualche foto magari, ma fatelo solo se poi avrete la garanzia almeno di un’esclusiva sugli eventi e con la prospettiva di avere un lavoro pagato nel giusto. Voi avete pagato la vostra macchina fotografica, e ha avuto un costo. Quindi, al di là, dell’eventuale amicizia, è sempre meglio avere un rapporto professionale da rispettare. Perciò non c’è da scandalizzarvi quando vi chiameranno mercenario. Beh, il fotografo per essere un buon fotografo deve saper gestire la propria arte in più contesti possibili, e deve essere libero di dire no, ma consapevole che ogni volta che prende la macchina fotografica il tutto deve essere visto con la consapevolezza di trovarsi a “fare gavetta”. L’umiltà è una qualità, anche se è giusto rivendicare il proprio lavoro. Perché, in effetti, lì ci siete stati e potete raccontarlo, ed è giustissimo raccontarlo.

Altrimenti a che serve fare il fotografo?

 

Bando alle ciance.

Il concerto da pub si tiene ovviamente la sera, perciò avete da fare affidamento solo alle luci del locale. Non sempre è consigliabile la foto a colori, perché la cosa va vista di volta in volta. Non tutti i soggetti sono consigliabili a colori, perché tutto dipende dalla sensibilità.

Se il locale vi paga l’esclusiva, allora è giusto che seguiate la visione del titolare del locale. Gli fate il cosiddetto cd con le foto a colori, tanto se la sbrigherà lui. Se invece, non vi viene riconosciuta l’esclusiva, allora è preferibile avere un doppio archivio. Foto a colori e foto in bianco e nero (oppure d’altre tonalità stile seppia), perché è sempre importante sperimentare, conoscere più metodi di produzione, e avere una larghezza di vedute.

Come arrivarci dunque? Prima di tutto, andate alle prove della band. Fatevi vedere, ma soprattutto esplorate lo spazio e fatevi un’idea.

Quando fotografate è importante essere mobili. Mai stare fermi, a patto che non abbiate super obiettivi, e allora il discorso cambia. Se avete un paio di obiettivi standard, allora è bene muoversi. Quindi conoscere gli angoli di un posto è fondamentale, soprattutto per evitare meno fastidi possibili.

Purtroppo, durante l’esecuzione del concerto, non potete essere invisibili. Purtroppo farete velo, e qualcuno ve lo farà notare. Sappiate essere ironici, anche se ciò potrebbe farvi risultare antipatici. Dedicherò uno spazio a tutte le collisioni che ho avuto con il pubblico. Però datevi sempre questa risposta: uno in un pub ci va prevalentemente per rilassarsi e per mettersi alle spalle una giornata dimenticabile, perciò risulterà acido sempre nei confronti del fotografo che si mette davanti dando fastidio. Non abbiate paura di prendervi il cosiddetto minuto per mettere bene a fuoco il soggetto. L’importante è far vedere che vi muoviate, e se avete la fortuna di mettervi a terra, ancora meglio. Ecco, lì dimostrate che non avete paura di mettervi a terra e sporcarvi.

Sporcarsi per l’arte è sempre nobile, ricordatevi.

 

Adesso rispondiamo alla domanda principale: come fotografare un concerto?

Non c’è una risposta vera e propria. La migliore è quella di farsi trascinare dal concerto. Andiamo per generi: il jazz è d’atmosfera perciò predilige il bianco e nero, ma se ci sono luci adeguate allora sbizzarritevi, il pop è preferibilmente colorato, il rock’n roll è soprattutto colore. Ma quello che dovete captare è l’energia del momento, l’energia che vi lascia il musicista che esegue. Perché, prima di tutti, siete testimoni della serata del musicista, e se è lui/lei l’obiettivo allora dovete essere principalmente degli ottimi ascoltatori, e lì avrete la risposta.

Perché fotografare la musica impone a voi una collaborazione con il/la musicista, allora dovete farla fruttare al massimo, almeno con l’obiettivo certo di far circolare il vostro nome nel migliore dei modi. Perché un musicista pubblicizza sempre i suoi concerti e se è sportivo allora vi farà buona pubblicità, condividendo le vostre foto nei suoi social e/o attraverso il suo ufficio stampa (ma qui è tocchiamo un altro argomento che va approfondito in un altro articolo).

 

Ricapitoliamo, così chiudiamo questa prima lezione.

È utile andare a fotografare un concerto da pub? Sì, perché vi aiuta a formarvi, vi mantiene in allenamento, vi fa vedere in un contesto più pubblico, e vi mette a contatto con il pubblico. I contro ci sono ovviamente. Non sperate in un grosso cachet, soprattutto se siete all’inizio. Ma se siete costanti, allora il vostro lavoro contribuirà a muovere qualcosa.

Arrivederci alla prossima puntata.

Le foto qui presenti sono state scattate durante due concerti del duo formato da Luigi Caterisano (voce e chitarra) e Maurizio Taverna  (piano elettrico).

Ricordate quello che vi ho detto: atmosfera, energia, particolari.

Raccontate sequenzialmente il concerto usando vari angoli. E non abbiate paura di avvicinarvi.

Sarete bravi solo quando silenziosamente sarete abili nell’avvicinarvi al particolare senza dare fastidio al soggetto. Allora lì potete dire di essere abili.

Ricordatevi soltanto che ci vuole tempo, pazienza, e soprattutto costanza.

Un’altra regola da mettere a mente in presenza di altri che sono lì a fotografare l’evento. Presentatevi, e mettetevi d’accordo su una cosa soprattutto: non siete lì per ostacolare l’altro, ma datevi solo una regola semplice, ossia di guardarvi dove siete prima di fotografare. Evitare di darsi fastidio a vicenda è il miglior modo per evitare di fastidio agli altri, ossia il pubblico, che volente e o nolente è sempre sovrano.

 

Testi e fotografie di Aurélien Facente,

novembre 2018

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