Ulisse crotonese

Fare fotografia è saper riprendere un attimo, e di quell’attimo essere consapevoli che c’è una storia, che magari hai pure letto o sentito da qualche parte. Questa è la storia di Ulisse. Non quella del guerriero greco che sconfisse Troia e dopo un lungo peregrinare ritornò nella sua Itaca. Si tratta di un altro Ulisse, perché sono convinto che ogni posto di mare ha il suo Ulisse.

Si tratta il più delle volte di un individuo anonimo, al quale il più delle volte non gli dai importanza, e al massimo gli avrai dato qualche buongiorno, giusto per cortesia.

Ulisse è così. Dannatamente discreto che fai fatica a riconoscerlo. Il suo gioco è questo. Farsi vedere solo quando lui lo ritiene opportuno.

È difficile fotografare Ulisse. Molto difficile.

 

Si tratta pur sempre di una leggenda, per di più sfuggente. Perché Ulisse fu un guerriero, un marinaio, un capitano, un navigatore, un esploratore, ma aveva il dono di essere molto sfuggente. Gli dei lo tennero lontano dalla sua Itaca per tanti anni, ma alla fine Ulisse ritrovò la sua rotta e la sua casa, e riprese Itaca per tornare dalla sua Penelope. Ma c’è chi narra che Ulisse odiava stare fermo, e perciò non temeva la forza di Poseidone, pur rispettandola.

Ed ecco che mentre t’incammini sulla spiaggia bagnata dal mare agitata, ecco che ti spunta Ulisse. Lo riconosci da come si avvicina verso le onde, senza paura della forza del mare. E allora ti fermi a osservare quell’apparente assenza di paura, e ti chiedi come fa un uomo dall’aspetto apparentemente debole a stare lì, a due passi dal mare freddo, a essere in qualche modo felice del mare furente.

 

Allora, mentre lo fotografo, mi rendo conto di quanto lui sia felice in quel momento fatto essenzialmente di piena libertà, perché stare in mezzo alla furia delle onde, seppur sulla spiaggia, è l’aspetto più affascinante del sentirsi Ulisse, perché vedi l’uomo che sfida amichevolmente il mare.

La scena dura parecchi minuti. Ma l’uomo non si spinge più avanti. Non osa farlo. Quello spazio di frontiera tra mare e terra rappresenta la felicità per Ulisse, che in quel preciso istante respira l’aria di libertà.

E allora, rileggendo i versi di Dante che incontrò Ulisse all’inferno, ti rendi conto che Ulisse va ben oltre la leggenda.

Sì, perché in ogni posto di mare c’è un Ulisse.

 

Non lo vedi spesso.

Si fa vedere quando vuole solo lui.

Appare per qualche istante.

E poi scompare.

Sfuggente come sempre.

Come lo fu Ulisse.

 

Testo e fotografie di Aurélien Facente,

novembre 2018

 

 

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