Ciao, Stan

 

Ci sono uomini che fanno la storia senza sapere che loro stessi sono già la storia. Stan Lee è morto. E in questi giorni saremo invasi da omaggi e ricordi di un pioniere che non sapeva molto probabilmente di essere uno degli artisti più importanti del ventesimo secolo.

Stiamo parlando dell’uomo che ha creato l’universo Marvel in compagnia di disegnatori come Jack Kirby e Steve Ditko che furono fondamentali, passando per John Romita e John Buscema, che imposero uno stile ormai riconoscibile.

E quel gentile vecchietto che appare per qualche secondo nei film Marvel in camei uno più divertente dell’altro è stato il fautore principale di un fenomeno che va al di là della cultura e anche delle leggi del mercato.

Stan Lee è morto. Fatico a crederci, ma per qualche strana ragione non mi esce la lacrima. Semmai un enorme grazie per aver creato i Fantastici Quattro, Thor, Spider-Man, I Vendicatori, gli X-Men, il dottor Strange e le basi di un modo di fare fumetto che nel tempo si è dimostrato vincente.

Certo, molto del merito appartiene anche ai disegnatori che realizzarono capolavori senza tempo, ma dietro c’era la sua regia, con un modo di fare sceneggiatura molto discusso tra i suoi contemporanei, ma sempre con l’obiettivo sempre chiaro di strabiliare i lettori. Un modo di fare che contagiò i suoi colleghi disegnatori, tra cui Jack Kirby che oltre ai capolavori Marvel gettò le basi anche di mezzo nuovo universo DC, in un periodo dove si pettegolava di questa separazione artistica che apparentemente fu traumatica, perché in realtà ci diede il piacere di leggere storie sempre più avvincenti.

Ma il lavoro di Stan era più complesso, soprattutto perché l’eroe di carta doveva essere umano come i suoi lettori. Non a caso, nei Fantastici Quattro, a parte la fantascienza, c’era l’amato Ben Grimm che s’interrogava sulla sua diversità (era l’unico dei quattro ad avere un aspetto mostruoso). Oppure Spider-Man, che ricevé i poteri del ragno radioattivo in piena adolescenza, con la voglia di dimostrare di essere migliore dei bulli che lo tormentavano, ma con la responsabilità di usare il potere con enorme responsabilità, una promessa quest’ultima fatta durante la notte che morì zio Ben. Ma non dimentichiamoci nemmeno Silver Surfer, l’alieno creato con Jack Kirby, con il quale Stan Lee dimostrò realmente di saper scrivere roba un po’ più adulta e innovativa, gettando le basi su uno sperimentalismo revisionista (Silver Surfer era nato come avversario dei Fantastici Quattro) che avrebbe trovato la sua esplosione vera negli anni 80’ grazie a Frank Miller e Alan Moore (giusto per citare i più importanti).

 

 

Silver Surfer è stato il personaggio più importante per Stan Lee, e per questo personaggio si era trasformato solo in scrittore, scrivendo dapprima una stupenda serie con John Buscema, ma poi scrivendo anche delle belle graphic novel in compagnia di autori come John Buscema e Moebius.

Stan Lee è stato anche l’uomo che ha sognato di vedere i suoi eroi nel piccolo e grande schermo. Ci sono stati dapprima i cartoni animati con l’Uomo Ragno, poi i telefilm con Hulk che forse è stato il più riuscito grazie al dualismo tra il compianto Bill Bixby e il muscoloso Lou Ferrigno. Per poi arrivare al cinema, e regalarci tante minuscole apparizioni, sempre con un modo ironico e autoironico.

Un artista attivo in più campi sempre pronto a mostrare il sorriso e soprattutto rispettoso dei suoi fan. Perché vero che l’universo Marvel lo aveva creato sostanzialmente lui, ma era sempre pronto a incontrare le esigenze dei lettori.

Mancherà come uomo, come artista, e come produttore. Ma Stan Lee ha avuto la sua lunga vita, e forse se n’è andato nel migliore dei modi, consapevole di giocare con un’eredità vincente cui molti lettori giovani e non potranno solo dirgli Grazie con la G maiuscola.

Sì, perché chi è cresciuto leggendo la Marvel sa che cosa cercava. Non c’è da vergognarsi nel dire che i fumetti Marvel abbiano dato una spinta dentro quei ragazzi che vivendo problematiche complesse sono poi riuscite ad affrontarle nel migliore dei modi. Sì, perché quell’evasione ci faceva vivere momenti di serenità, ma c’erano anche piccoli insegnamenti, piccoli drammi, piccoli problemi nel quale specchiarsi, facendo in modo che noi ragazzi potessimo trovare una piccola strada per affrontare al meglio le difficoltà della vita.

Il personaggio di Spider-Man è emblematico in questo senso. Il primo eroe mascherato che usa un’identità segreta per proteggere l’esistenza di un adolescente che potrebbe benissimo essere un nostro vicino. Ma non è il solo esempio ovviamente. Si tratta solo del più famoso.

 

 

Ma ogni personaggio di Stan Lee ha avuto una sua peculiarità umana molto profonda. Nessun personaggio si distaccava dalla sua parte umana. E rileggendo le sue storie, ancora oggi, ci rendiamo conto che se n’è andato forse il più grande autore del ventesimo secolo. Senza togliere nulla ai disegnatori che lo hanno accompagnato, perché Stan Lee sapeva che era importante fare gioco di squadra, e talvolta era necessario scegliere. Perché per il buon Stan il lettore era sempre al primo posto, ogni lettore aveva il diritto di godere di una buona avventura ogni mese. Quindi non c’è da stupirsi, come già detto prima, del fatto che alcune scelte hanno comportato sacrifici, che però hanno permesso di farci leggere belle storie senza tempo.

Il grande Stan se n’è andato.

Per me, lettore di vecchia data, è una perdita enorme alla quale è difficile non dedicare una lacrima. Ma più che la lacrima, c’è solo da rendergli Grazie e basta, e poi magari prendere qualcuna delle sue storie dei Fantastici Quattro o dell’Uomo Ragno, e rileggerle stanotte con gli occhi del lettore Marvel, così per ricordarci che è vero che l’Uomo se ne n’è andato. Ma la sua Arte resta. Eccome se resta.

Scusatemi adesso. Vado a cercare il suo Silver Surfer. Quello disegnato da John Buscema. Poi magari mi vado a rileggere qualche bella storia dei Fantastici Quattro. Oppure chissà. Ho una bella scelta. Magari ve lo racconto in un prossimo articolo.

 

Aurélien Facente,

novembre 2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...