Il risotto del mio amico Vincenzo (Un piatto assaggiato alla Boqueria)

L’esplorazione del gusto. Un periodo che sto costruendo grazie all’occasione di passare del tempo nella cucina della Boqueria, un ristorante che potete trovare all’interno di Piazza Mercato. Aperto da quasi due anni, il mio amico Vincenzo si è costruito un locale dove puoi startene tranquillo, e soprattutto dove puoi gustare una cucina che non trovi facilmente in giro.

Conosco Vincenzo da decenni ormai. Abbiamo passioni in comune, ma spesso i nostri mondi non si sono incontrati. Devo ammettere di essere stato restìo di occuparmi della cosiddetta food photography, un genere molto in voga a dire il vero, che ho voluto tenere lontano dai miei obiettivi fotografici per motivi legati alla mia salute.

 

Poi arriva il giorno in cui dici basta perché hai bisogno di esplorare ben altro, ed ecco che arriva l’occasione di pratica la food photography, grazie al fatto che Vincenzo Vilone riesce a farmi vedere la cucina come un luogo dove si costruisce arte.

La cucina è un’arte quando il cuoco sa metterci passione e costruzione, quando il cuoco si prende i suoi tempi per soddisfare al meglio l’ospite.

La Boqueria è un ristorante piccolo dai grandi piatti.

Lo consiglio per un motivo principale. Vincenzo sa che cosa vuole l’ospite, e sa venirgli incontro. Come molti sanno, io soffro di problemi di salute legati all’alimentazione, e Vincenzo, prima di cucinare per me, si è informato sulle mie patologie. Il caso vuole che io giudico la bravura di uno chef attraverso la sua capacità di realizzare piatti semplici e gustosi.

 

Il risotto alla pescatora del mio amico Vincenzo è un piccolo capolavoro dal grande gusto.

In cucina ho potuto osservare la preparazione, gli ingredienti, il gusto per il dettaglio, il dettarsi un tempo, e la facoltà di sentirne l’odore.

 

Nel mio lavoro fotografico, lo vedo dentro la cucina e vedere come affronta la costruzione di un piatto. Non si lascia sfuggire niente. Il suo lavoro di chef si può paragonare al lavoro di un regista in sala di montaggio. Per rendere il film raffinato, il regista deve saper montare, tagliare, comporre il suo girato. Ecco, Vincenzo compone.

 

In questo caso si tratta di un semplice risotto alla pescatora. Riso di qualità carnaroli accompagnato da frutti di mare come cozze, vongole, gamberi, totani, magari anche gli scampi. Tutto frutto del pescato del giorno, perché attraverso il vapore di cottura ti rendi già conto della freschezza del prodotto. Poi c’è un altro miscuglio, aromatico, che rappresenta forse la magia del mio amico Vincenzo. Una magia che qui non racconterò, perché è peccato svelare il trucco. Sarà Vincenzo stesso a farlo quando vi porterà il piatto sul tavolo, caldo e profumato.

 

Che il risotto fosse eccellente e nutriente lo si evince già dalle foto, ma quando accade che mi fermo a mangiare un piatto cucinato da Vincenzo mi viene una voglia matta di rallentare il mio modo di mangiare. Ogni forchettata rappresenta un viaggio attraverso i sapori e gli odori del mare. Un mare calmo e azzurro con un orizzonte sereno. A ogni forchettata ho l’impressione di trovarmi sul peschereccio, e mi lascio trasportare con molta calma.

Certo, il mio è frutto di una dimensione personale. Ma il bravo chef sta proprio qui. Mentre ti nutri, ecco che i sensi del gusto coinvolgono gli altri sensi e ti permettono di viaggiare con la mente, con il cuore, con l’anima, o forse ancora meglio è sostenere che si aprono le porte della percezione perché alla fine il viaggio lo fai per davvero.

 

Il risotto del mio amico Vincenzo è appunto un viaggio. Magari mi aiuta pure l’atmosfera del ristorante, ubicato dentro il mercato di Crotone, a sua volta all’interno di mura antiche. Ma non è la suggestione del posto a fare la differenza. Sono i sapori scelti e curati da Vincenzo che fanno la differenza.

Inutile dire che a questo punto lo stomaco si riempie con piacere, e per un tipo difficile come me vuol dire tanto, anzi tantissimo.

 

Finisco di mangiare, e raggiungo Vincenzo in cucina, dove comincia il mio viaggio fotografico. Un altro viaggio fatto di colori, sapori, piaceri. E mentre fotografo l’artista chef, continuo a sentire nella mia lingua ancora il sapore di quel viaggio immerso nel risotto alla pescatora.

L’esperienza è fortemente consigliata, ma soprattutto posso dire con certezza che Vincenzo è lo chef di cui ti puoi fidare. Un fiero navigatore in quel mare mutevole che si chiama sapore.

 

Testi e fotografie di Aurélien Facente,

ottobre 2018

 

Il ristorante La Boqueria si trova a Crotone all’interno di Piazza Mercato. Per saperne di più, andate sulla pagina Facebook cliccando qui su La Boqueria

 

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