Esistono momenti in cui c’è bisogno del silenzio

 

Ogni tanto è bene prendere una pausa di silenzio. Solo silenzio. Non provare a scrivere nulla, a non pubblicare nulla. Si potrebbe anche chiamarle ferie. Mi si rimprovera di non essere continuo, il che potrebbe anche essere un difetto. Ma convivo con un doppio, forse triplo io.

Ho vissuto un’annata particolare. Un duro duello contro me stesso. Una malattia che mi stava rubando la vista, che è il senso fondamentale di chi scrive, fotografa e gira video. Questo male si chiama retinopatia, e ti colpisce duramente se da vent’anni hai il diabete. La fortuna è stata proprio quella di fermarmi, sapete. Curarmi, affidarmi alle mani dei medici. E aspettare.

Ho continuato a fotografare, ma solo per mantenere un allenamento, e ho anche scritto, ma solo per allenarmi, per essere presente, per darmi dei segni di continuità.

Ma quando la luce è il tuo nemico, è paradossale che cerchi conforto nel buio.

Io non ho paura del buio. E non è la prima volta che mi faccio accompagnare dal buio. Se lo sai trattare, a volte può essere l’unico amico che ti capisce.

Ci vuole solo tempo e un po’ di buon fottuto coraggio per capirlo.

Nel buio però ho cercato la luce.

L’ho ritrovata.

Perché mi sono curato, mi sono guardato, mi son dato un nuovo inizio per direzionarmi verso nuovi orizzonti.

Appena ho riavuto parte di quel che temevo di perdere, ho cercato di iniziare a esplorare questi nuovi orizzonti, facendo un po’ come Ulisse.

Certo, nel frattempo ho anche fotografato tanto, ripartendo dalla semplicità delle piccole cose. E mi sono nutrito in silenzio di tante piccole cose, senza darmi nessuna fretta. Ho ripreso a essere curioso, vivendo anche qualche bella avventura per allargare il mio modo di vedere e riappropriarmi di un mondo che forse avevo perduto. Un mondo fatto di tante piccole semplicità.

E poi dopo aver fatto tante foto, e dopo aver scritto qualcosina, mi sono fermato. Ho voluto stare in silenzio. Non toccare la tastiera del PC o toccare le pagine del mio diario. Solo silenzio e basta.

Ho ripreso a leggere con regolarità, perché gli occhi vanno molto meglio.

E allora mi sono fermato per godere del piacere di avere ripreso una buona e sana abitudine.

Però dovevo fermarmi. E stare zitto.

Ero semplicemente alla ricerca di nuovi orizzonti. E quando sei alla ricerca di un nuovo orizzonte, non è che hai voglia di parlare. A volte, stai in silenzio solo per ascoltare il dolce rumore delle onde del mare.

 

Aurélien Facente,

settembre 2018

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...