Niente di grave – Un libro di Pompilio Turtoro

 

Voglio raccontare un aneddoto, una confessione. Non ho voluto (e neanche potuto) leggere il libro di Pompilio Turtoro, se non dopo essermi preparato psicologicamente. Perché capisco quello che ha provato Pompilio nello scrivere il suddetto libro. È capitato pure a me di dover scrivere della mia persona in una determinata situazione, quindi so che cosa vuol dire essere il personaggio di se stessi e mettere a nudo ciò che è l’intimità di un sentimento reale. Si tratta di un processo doloroso, ma necessario. Non è appagante, ma almeno permette di ridarsi una direzione dopo un terribile trauma.

Scrivere è liberatorio sotto certi aspetti, ma non guarisce le ferite. L’augurio che ci si dà in tale situazione è darsi una motivazione ad andare avanti, ma soprattutto nel proprio intimo è cercare di mantenere quei ricordi come un insegnamento di esistenza, anche se si tratta di qualcosa che fa male. Perché, alla fine dei conti, si tratta pur sempre di amore.

Ho letto il libro dopo aver aspettato il momento adatto, un momento dove sapevo di essere abbastanza lucido, pronto, distaccato. Non l’ho divorato, ma ho pianificato la lettura. Non leggerlo tutto d’un fiato, ma andare per piccoli passi (seppur il libro viaggia a grossi ritmi). Perché, in cuor mio, dovevo andare oltre quella copertina ingannevole. Il titolo è “Niente di Grave”, ma è sottotitolato come “Una storia vera di malasanità”. C’è tanto altro oltre quel sottotitolo, ed è quel tanto altro che rende il libro valido sotto molti aspetti.

Il libro è fatto di una scrittura chiara, secca, dolce, rabbiosa. Trattasi di semplice umanità che viene a galla. I fatti sono raccontati con particolare nitidezza. Pompilio racconta del calvario della madre passo dopo passo, rimanendo sempre se stesso, sempre lui. Puoi magari avere un pensiero diverso dal suo, ma non puoi fare a meno di non stare dalla sua parte. Vorresti addirittura dargli una pacca sulla spalla, una parola d’incoraggiamento, stargli vicino. Quello che colpisce è il ritratto nitido che fa del suo mondo, come se tutto fosse accaduto qualche giorno fa. Quella scrittura è talmente forte che qualcosa nel cuore te la lascia.

Pompilio racconta, e potresti anche non essere d’accordo con quello che scrive. In fondo, il libro racconta una storia triste, ed è sorprendente come essa scivola dentro il cuore. Anche se si tratta di una storia triste.

Pompilio scrive e prova a raccontarti qualcosa che potrebbe non piacerti.

Lo racconta con lucidità e chiarezza.

Ma non c’è solo il racconto del dramma.

L’ho letto passo dopo passo, cercando qualcos’altro, quello che forse ti dà la possibilità di dire che è un libro valevole.

Pompilio ci mette tanta umanità quando parla della madre. Riesce a farla vivere attraverso le sue parole, i ricordi di un figlio che adora la mamma. Ma racconta anche della sua famiglia, dell’essere semplicemente umani, nonostante tutto.

Niente di grave è soprattutto un atto d’amore, perché quell’amore che si prova per una madre è l’atto più sincero dell’essere umano.

In verità ci sarebbe voluto un altro sottotitolo. Perché nella lettura ti aspetti una forte denuncia, che c’è ed è coraggiosa. Ma sarà il tempo a decidere se quella determinata denuncia scalfirà la dura corazza di un mondo sempre più cattivo.

Vai avanti nella lettura, e quello che resta dentro il cuore è il ricordo della madre, una dolcissima e profonda descrizione che proviene dall’anima di un figlio che avrebbe voluto diversamente.

Niente di grave è un libro molto intimo. L’atto vero di coraggio è nel mettersi a nudo con i propri sentimenti, urlare al mondo intero il desiderio di una conclusione diversa, più civile, più speranzosa.

Io capisco l’autore nelle sue parole, e so cosa ha cercato di trasmettere nei vari capitoli. Ma in un’epoca difficile come il ventunesimo secolo, è importante che resti proprio quell’insieme di sentimenti che rendono il libro un grosso atto d’amore, perché è proprio l’atto d’amore che rende nobile l’essere umano.

E sotto questa particolare visione, allora tutto il libro prende il suo reale valore, perché l’amore di un figlio verso il genitore resta sempre il più vero.

 

Aurélien Facente,

agosto 2018

Il libro “Niente di grave” di Pompilio Turtoro è pubblicato da Imprimatur e lo trovate in libreria

Per saperne di più sull’autore andate sulla pagina pubblica Facebook  Pompilio Turtoro

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