Cookies: Mr Everett 8 agosto 2018 (Fotografando)

Quando ho visto il robot avvicinarsi al palco, non volevo crederci. Così quando ho visto tutti i membri del progetto Mr Everett, mi sono eccitato subito. Nel senso fotografico del termine ovviamente. Ma anche le orecchie sono state soddisfatte.

Devo essere sincero. Non li conoscevo. Quindi è bello scoprire che in Italia c’è qualcuno che cerca di proporsi con qualcosa di originale, che si lascia identificare con un qualcosa di unico. Li ho visti esibirsi durante il loro spettacolo al Columbus Bar di Crotone, per la rassegna Cookies organizzata da Casa Suonatori Indipendenti.

 

All’inizio i Mr Everett partono con una intro lentissima. Ti sembra di assistere magari a qualcosa che copia i Daft Punk, ma che poi resta solo una piccola ispirazione. I Mr Everett partono alla grande con un pezzo conosciutissimo come Wicked Game di Chris Isaak, ma lo rendono loro. E poi il concerto prende una piega visiva inaspettata. Il pubblico non assiste ad una performance musicale di gente che suona elettronica e basta, ma è proiettato dentro una storia fantascientifica il cui significato è il più libero possibile.

 

C’è il robot che si aggira, si muove, a tratti balla, a tratti cerca il contatto, cerca una sua strada a dir poco evolutiva, di crescita, come se cercasse un senso alla sua esistenza. Di storie così ne è piena la fantascienza cinematografica, ma soprattutto scritta. Mi vengono in mente Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick oppure le storie di Isaac Asimov, oppure passiamo direttamente a AI – Intelligenza Artificiale sia nei racconti di Brain Aldiss, sia nella visione di Steven Spielberg nel film omonimo, con l’ombra di Stanley Kubrick alle spalle. Ma il robot racconta una storia tutta sua.

Poi c’è la voce del cantante mascherato. La sua voce avanza con discrezione, coinvolgendo e amalgamandosi molto bene con l’intreccio fantascientifico. Bellissima l’interazione con il robot. A tratti è come se lo guidasse, ma forse in realtà lo accompagna, oppure chissà…

 

E poi ci sono i due alle spalle, che indossano maschere prese direttamente dalle opere disegnate da Enki Bilal. Due che restano nell’ombra, ma che sono loro che forse fanno il vero lavoro. Perché coordinano la musica, e comunque la loro presenza scenica fa parte del gioco. Sono necessari.

Nulla è lasciato al caso, e lo spettacolo fila liscio fino alla fine, proponendo non solo un’esperienza uditiva e musicale mai monotona, ma soprattutto è l’impianto visivo che fa la differenza. Eccome se fa la differenza.

 

Io ho sempre ammirato l’originalità, la voglia di mettersi in gioco, la volontà di portare avanti un progetto controcorrente. In Italia è molto difficile, per questioni culturali, mettersi una maschera e cantare davanti ad un pubblico senza apparire trash. Eppure questi quattro hanno costruito qualcosa di nuovo, e hanno fatto bene a crederci.

Si vede che dietro il loro show (perché non si tratta solo di un concerto e basta) c’è molto studio, molta voglia di osare. Perciò forse sarebbe riduttivo chiamarli musicisti e basta. Forse il termine migliore è Artisti con la A maiuscola, e con franchezza meritano tale appellativo.

 

In Italia, la musica apparentemente sembra ad un punto fermo. Certo, se vediamo la tv si ha la sensazione che la musica è statica. Eppure in Italia c’è qualcosa che si muove. Bisogna avere il coraggio di esplorare altri canali, di provare altro.

I Mr Everett rappresentano bene quello che deve fare l’artista oggi, ossia non limitarsi ad un solo ruolo.

Qui non c’è solo musica, ma c’è la volontà di scrivere una storia, di realizzare uno spettacolo teatrale, di fare arte usando più mezzi. Oggi essere musicista non è soltanto fare musica e basta. Così come oggi il fotografo non si deve limitare solo a fotografare e basta, ma deve saper interagire con altre arti, altri linguaggi, masticare la pittura e la scenografia e altro ancora. Essere un po’ di tutto per interagire al meglio con gli altri.

Ecco perché ho ammirato questo insieme di uomo e macchina che interagiscono, ma che poi crescono insieme, camminano insieme, si scambiano i ruoli per diventare ognuno protagonista di un momento vero.

Del progetto dei Mr Everett ne sentiremo parlare ancora eccome.

Testo e fotografie di Aurélien Facente

agosto 2018

 

Per saperne di più sui Mr Everett andate sulla loro pagina Facebook MR EVERETT

Vi segnalo il loro videoclip “Japanese Safari” che potete vedere cliccando Mr Everett – Japanese Safari

Per vedere le altre foto del concerto dell’8 agosto, basta che andiate sulla pagina Facebook Aurelien Facente Photographer oppure sul link Mr Everett 8 agosto 2018

Vi segnalo infine il report di CSI Magazine che trovate in questo link Csi: Cookies 8 agosto 2018

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