La splendida Lois…

 

Avevo cinque anni quando vidi “Superman III” al cinema Ariston, un grosso cinema a pochi metri dallo stadio e dall’ospedale di Crotone. Mi ci portò mio padre. Mi vidi il film, e rimasi estasiato dalla figura di Superman. Fu in quel film che vidi per la prima volta Lois Lane, che però nello stesso appare pochissimi istanti (visto che la storia era più incentrata su una parte del passato sentimentale di Clark). Di quel film ricordo soprattutto il comico Richard Pryor, e Superman che gioca con la Torre di Pisa e contro se stesso.

Poi vidi “Superman”, quand’ero un po’ più grandicello. E infine il secondo Superman. Così ebbi modo di vedere e conoscere Lois Lane.

Quando divenni adulto, mi rividi i tre film (li passano spesso in tv) e devo ammettere che il personaggio di Lois colpisce in modo particolare.

Poi nel tempo mi son visto “Superman IV”, le serie “Smallville” e “Superboy” (dove non c’era nessuna traccia di Lois Lane però) e “Lois & Clark”, e infine “Superman Returns” con nuovi attori, con il netto risultato che Margot Kidder resta la vera Lois. Togliamo dall’elenco i film di Zack Snyder perché quelli fanno ripartire da zero il personaggio di Superman, mentre tutto il materiale elencato faceva parte di un grande gioco immaginario, ed era quello l’universo di Superman per molti ragazzi italiani (a livello televisivo) perché negli anni 80’ e 90’ (almeno fino a quando la Play Press non prese i diritti di Superman), non è che riuscivi a trovare in edicola un fumetto di Superman.

Poi io ho letto i fumetti DC. E i film di Superman con Margot Kidder e Christopher Reeve erano predominanti nel nostro immaginario, anche perché avevano il pregio di essere visibili a sé stanti. Certo, oggi appaiono nostalgici, un po’ infantili anche. Ma sono film che hanno carisma. Christopher Reeve aveva carisma, Gene Hackman aveva carisma, ma vinceva lei, Lois. Senza di lei, i film di Superman non avrebbero avuto senso, soprattutto nelle motivazioni di un personaggio che doveva restare buono, nonostante tutto. E Lois restava un motivo ben più che valido per la natura di un Superman, che andava un po’ controcorrente contro la figura del maschio macho predominante negli anni 80’ e 90’.

Lois, in quei film, non era la donna super sexy tipica di Hollywood. Era una donna normale con addirittura il vizio della sigaretta. Una donna che voleva essere cazzuta, nonostante la fragilità. Superman se ne innamora. Ne diventa il protettore, ma le lascia spazio. Nei primi due film di Superman il personaggio è costruito abbastanza bene, ti affascina ma nello stesso tempo ti fa arrabbiare per la sua imprevedibilità. La scena in Lois si butta nel fiume per scoprire che Clark e Superman sono la stessa persona è antologica. Ma ce ne sono tante da ricordare. Quella simbolo resta quella del primo film, dove Superman e Lois volano insieme. Un momento sdolcinatissimo, ma che spiega l’importanza di rendere la storia più umana e meno fantascientifica.

Oggi, ovviamente sarebbe diverso. Ma nel 1978 e nel 1980 non c’erano gli effetti speciali di oggi, e poi si trattava del Superman pre Crisis in fondo, con anni di storie impostate in un certo modo, con stereotipi hollywoodiani ben definiti. Il classico kolossal non immune da difetti, che però poteva contare sul carisma degli attori.

E Margot era molto carismatica.

Ed è stata la migliore.

Non che le altre attrici non siano state brave. Ma Margot non era, come detto prima, la bomba sexy. Per la prima volta in un kolossal si era deciso di dare spazio ad una donna dall’aspetto normale, una donna che puoi incontrare benissimo per strada, e con lo stesso carisma. La Lois Lane di Margot Kidder fece cadere parecchi tabù hollywoodiani e cinematografici, e anche fumettistici. La Lois Lane nel Superman di John Byrne (quello post Crisis per intenderci) deve molto all’interpretazione di Margot Kidder. Basta leggere l’escamotage che lei stessa usa per incontrare Superman nella miniserie “Man of Steel”.

Margot Kidder è stata un’icona culturale ben definita. Così come lo è stato Christopher Reeve in qualche modo. Resterà sempre nei nostri ricordi come la donna amata da Superman, che per lei muoverà letteralmente il mondo. E non lo farà per averla soltanto per sé, ma per vederla vivere e sorridere.

Insomma un amore molto altruista.

Ho navigato ieri notte nel mare dei ricordi appena ho saputo la notizia del decesso di Margot Kidder. Mi ricordo di quando ero bambino e di quando vedevo i film di Superman domandandomi perché un figo come Superman avesse scelto di amare una donna “normalissima”.

Da adulto poi riesci a darti delle risposte. Certo, Margot Kidder è stata una gran brava attrice a dire il vero. Però poi c’è un’altra risposta che ti dai. Una donna normale con tanti piccoli difetti riesce ad entrare forse meglio nel cuore di un uomo.

Ed è effettivamente così che Margot è entrata nei cuori di parecchie persone che l’hanno apprezzata.

RIP, Margot. E grazie per avermi fatto volare con te.

 

Aurélien Facente

maggio 2018

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