“Incontri d’arte”, una mostra dal sapore “amarcord” per scuotere una città

 

Non so a chi gli è venuta la “folle” idea di prendere in prestito un magazzino sotto i portici di Crotone, a due passi dal centro storico, e di mettere insieme quattro pittori per una mostra collettiva dal sapore “amarcord”.

Non me ne vogliano i signori Pittori se inizio con una serie di frasi un po’, apparentemente, cattivelle. Le operazioni “folli” a volte riescono proprio perché “folli”.

Io che son giovane rispetto a lor signori, se devo essere sincero, mi aspettavo qualcosa di più, ma si tratta solo di un singolo pensiero in quanto sono cresciuto vedendo le vostre opere, miei cari Prof. Antonio Sfortuniano, Pagos, Oreste Froio, e Francesco Giordano, quattro Pittori che insieme fanno parte di un background culturale che a Crotone, diciamoci la verità, si è perso.

Ecco perché utilizzo il termine “amarcord” che poi è il titolo di un famoso film di Fellini, forse il più grande cineasta italiano.

 

Opera di Pagos

 

Le vostre opere, miei cari maestri, le ho viste e riviste. Sono troppo coinvolto emotivamente per rifarvi i complimenti.

Ma non è l’anzianità delle vostre opere che mi tormenta l’anima.

Ecco, quelle opere nascoste dovevano in qualche modo essere riviste in un contesto molto diverso. Il prendere quel magazzino è stato geniale, perché all’entrata di un centro storico è intollerabile che non ci sia uno spazio aperto all’arte visiva, uno spazio che introduca un’esistenza culturale contemporanea al popolo dimentico e fermo di una comune che si è lasciato troppo andare verso protagonismi politici, che nel lungo tempo hanno compromesso il tessuto sociale.

 

Opera di Francesco Giordano

 

Diciamoci la verità. La filiera culturale crotonese è troppo frammentata. Non c’è una linea di continuità. Troppi protagonisti senza creare una continuità.

E nel frattempo la città ha fatto i suoi passi indietro. Passi vertiginosamente indietro.

Perché in questa collettiva, fatta di opere splendide tra l’altro, trovi una storia perduta di confronti e incontri d’arte che una volta era una caratteristica di questa città.

Purtroppo la mostra durerà fino al 7 gennaio 2017. Poi quel locale diventerà un negozio, una pizzeria, un bar. Perché è il dopo che mi infastidisce ulteriormente.

La memoria mi riporta indietro nel tempo. Mi ricordo che una mostra del genere avrebbe trovato spazio nel Bastione Toledo, oggi misteriosamente chiuso per colpa di una causa che a Forum troverebbe risoluzione immediata, e purtroppo una struttura storica e contemporanea con una sua strategicità logistica molto importante è chiusa per il capriccio di qualche privato che ha preferito bloccare dei lavori di ristrutturazione, e così facendo ha interrotto il ciclo di continuità che passa da una generazione all’altra.

 

Opera di Antonio Sfortuniano

 

C’è una generazione di giovani (anche oltre) che preferisce altri lidi sinceramente. E come dargli torto poi se ti tolgono e ti ridimensionano gli spazi.

Purtroppo una città senz’arte non è una città da vivere liberamente. Perché la città regredisce, e parlare di qualcosa di diverso diventa una stranezza, un motivo per escludere la sensibilità dalla nostra umanità.

L’artista esiste perché ricorda allo spettatore che deve tenere conto della sua sensibilità, e che senza di essa non potrà mai ricorrere al cosiddetto coraggio di fare una scelta.

 

Opera di Oreste Froio

 

L’artista esiste perché ricorda allo spettatore che deve tenere conto della sua sensibilità, e che senza di essa non potrà mai ricorrere al cosiddetto coraggio di fare una scelta.

Volete un consiglio, cari concittadini crotonesi? Ma l’appello è rivolto anche per i turisti occasionali. Passate sotto i portici di Crotone in Piazza Pitagora, e avanzate per Via Messinetti fino a quando non trovate l’ingresso (è praticamente confinante alla cartoleria Della Mura) della mostra. Fermatevi cinque minuti. Sceglietevi da guardare un’opera. Non preoccupatevi dell’anno di produzione. Le opere durano, e non sono mai vecchie. Fermatevi e respirate arte nella maniera più semplice possibile, ossia aprendo i vostri orizzonti.

Non è difficile. L’unico obbligo che avete è quello di stare bene, e un percorso di opere può farvi solo bene. I colori di un dipinto fanno molto bene al cuore, all’anima, alla mente.

Per chi non conoscesse i quattro maestri, diciamo che l’occasione si fa ghiotta per conoscere l’esistenza di una Crotone artistica che ha prodotto tanto, e soprattutto ha proposto negli anni contenuti artistici da ammirare e da esplorare. Avrete quattro modi d’interpretare l’arte in quattro stili differenti, ma nell’insieme con un senso logico ed equilibrato.

Quindi una chiara occasione di vivere un momento unico, perché l’anno prossimo questa mostra non ci sarà più, così come si chiuderà uno spazio d’arte che in questi giorni farà di sicuro molto bene alla città.

Grazie per questa “folle operazione” culturale.

 

Aurélien Facente,

dicembre 2017

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