Ho scoperto il rock con Johnny Halliday

 

Beh, è una notizia quella della dipartita di Johnny Halliday che mi rende la giornata più cupa e più triste. Resta però il ricordo di un artista che, in Francia almeno, ha saputo muovere masse nei suoi concerti. In Francia è un giorno di lutto serio per quel che riguarda la musica, ma anche per i francesi stessi. Johnny era un’icona nazionale. Non esagererei nel dire che forse Johnny Halliday sta alla Francia come Vasco sta all’Italia. Giusto per rendervi l’idea chiara. Certo, oggi in Italia non è che il suo nome sia tra i più famosi. Qualcuno lo ricorderà per aver interpretato qualche film, ma Johnny era Johnny.

L’uomo possiamo discuterlo sotto molti aspetti, ma l’artista no.

Johnny è stato un musicista che ha attraversato i decenni. Ha scritto e interpretato pezzi che hanno fatto la storia. Una voce potente e bella. Johnny riuscì a importare il rock in Francia, e a farlo suo.

Io ho un bel ricordo di lui, perché è stata una sua esibizione che mi ha dato la voglia di scoprire la magia del rock.

Ero piccolo. Avrò avuto sì e no 7/8 anni.

D’inverno, a casa della mia bisnonna. C’era un solo televisore, e pochissimi canali. Erano gli anni 80’, e in Italia almeno eravamo un po’ più avanti a livello televisivo.

Non ho mai amato particolarmente la tv francese. Troppo ripetitiva in quegli anni, o forse ero io che ero piccolo per capire come funzionava il mondo.

Quando si è piccoli e si è oriundi, non è che sia facile sviluppare una cultura prevalente sull’altra. Amo la Francia, ma amo anche l’Italia. Però sono due culture un po’ troppo conflittuali tra loro, e da piccoli questo lo vivi come un enorme problema.

Però te ne esci che cerchi di prendere solo il meglio e di farlo tuo. In fondo l’individuo, alla fine, non si giudica per la razza, per la pelle, per la nazionalità.

Allora, saranno state le nove e mezza di sera. Si stava a casa della bisnonna, un appartamentino non lontano dalla casa del nonno (proprio di fronte a dire il vero), quindi le visite erano molto regolari. La mia bisnonna era una donna tutto d’un pezzo, e avvertivo la sua forte personalità. Ma ho avuto la fortuna di conoscerla nel momento più saggio della sua vita.

Quando i discorsi in quella casa erano particolarmente adulti, ecco che il bimbo si fiondava davanti alla tv, e cercavo così di capire un mondo molto diverso da quello italiano.

Ricordo che stavo guardando un varietà. Non ci capivo granché. Non so. Mi ricordo che ero seduto su di una poltrona. C’era una conduttrice, un posto pieno di gente, un palco, delle bellissime luci. E poi salì Johnny Halliday, un tipo molto biondo e abbronzatissimo. Non ne avevo mai sentito parlare (a dire il vero, a casa di nonno non è che si ascoltava tanta musica, e quella che c’era era molto legata ai ricordi della chanson française degli anni 50’ e 60’, perciò un rocker come Johnny Halliday non poteva entrare).

Era da solo, senza band, con una bellissima chitarra. Fece la sua esibizione. Una sola canzone. Je t’attends, je t’attends, tout le temps, tout le temps. Queste parole mi entrarono in testa a suon di rock. Mi catturarono. E la canzone mi piacque un sacco, tanto che a distanza di 30 anni me la ricordo bene, pur non avendo il disco.

Ecco chi era Johnny per me. Un musicista che mi entrò in testa e mi fece passare quei cinque minuti in maniera spensierata. Non esagero nel dire che se amo la musica rock in arte è grazie a questa sua esibizione televisiva.

Infatti, amai la canzone perché vibrava di energia. Eppure non era tra le più rappresentative dell’artista. Strano, ma vero. Johnny era famoso per ben altre canzoni, e anche per la sua vita sentimentale, visto che ogni settimana lui faceva notizia sulle riviste di gossip. E nel vederlo nelle riviste, mi chiedevo che cosa cavolo gliene fregava alla gente se lui aveva avuto una vita sentimentale turbolenta. Ogni anno, vedevo la sua foto e le sue avventure sentimentali. E mi ritornava sempre in mente quella canzone, e così sorridevo solo all’idea di canticchiarla.

E ora, dopo tanti anni, vivo con quel ricordo felice, spensierato, ringraziando Johnny per avermi dato un accesso libero per scoprire la musica in generale.

Johnny Halliday se n’è andato. Ha lottato con un male. Lascia una famiglia, ma soprattutto lascia un’enorme eredità musicale in Francia, ma anche nel resto d’Europa. In fondo si tratta del primo cantante rock francese, e certe figure che rompono con il sistema si ricordano per sempre.

Io ricorderò sempre quel cantante biondo e abbronzato che salì sul palco con la sua chitarra, e intonò quelle parole: “Je t’attends, je t’attends, tout le temps, tout le temps…

 

Aurélien Facente,

dicembre 2017

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