Il ritorno vintage di Silvio in un’Italia tutta da decifrare

 

Io odio i giorni di malattia. Odio essere malato oltre il dovuto, perché poi mi obbliga a stare a casa, curarmi, rimettermi in sesto in tempi non ben definiti. Certo, a nessuno piace. Ma fin quando mi occupo della mia salute è un conto, poi il restare a casa è un altro. Ascolto musica, leggo tanto, ma poi passi anche il tempo davanti alla tv. Certo, preferirei vedere qualche buon film, ma la tv non è soltanto film.

Mi confronto con la realtà. Leggo i giornali, senza preferirne nessuno in particolare. Non guardo i tg perché francamente preferisco il reportage, e in 30 minuti di tg il più delle volte ti viene la depressione, soprattutto oggi, visto che l’orario preferito dei tg è l’orario di pranzo o di cena, quindi proprio una tortura dentro un momento della giornata dove si dovrebbe stare sereni. Tanto le notizie restano, e si possono trovare e leggere in altri momenti. Ooops! Sto divagando. Scusatemi. Il fatto è che sto passando un periodo non facile per la salute, e mi devo un po’ sfogare.

Ora che c’entra la tv? Beh, accendo la tv e cosa ti ritrovi in una nota trasmissione Rai? Il magico ritorno di Silvio. Certo, gli anni passano anche per lui, e adesso sta riprendendo piede la moda di parlare di lui, di quant’è figo, ma anche di quanto è imbroglione, bugiardo… Silvio, perché mi fai questo?

Non nutro odio per Silvio. Mi è capitato di votarlo anche (o meglio ho votato qualche candidato di una sua lista in qualche regionale di tanti anni fa), ma solo perché il resto…. Beh, diciamoci la verità. Non è che in Calabria hai tutta questa scelta intellettuale e coerente che fa la differenza. Per tanti anni voti (e se non voti, favorisci perché tanto per loro è uguale) le solite liste, e ti rendi conto che si tratta di gente che pensa all’uovo oggi piuttosto che alla bellezza di una gallina domani.

E dopo il suo magico ingresso in quella trasmissione Rai, ecco che per questa settimana tutto il mondo (della tv italiana) ne parla, e Silvio che ti esce nei tg Mediaset con lo stesso studio tv del 1994, con la differenza che son passati almeno ventitré anni.

C’è una cosa che gli invidio: la forma. Si presenta smagliante, tirato bene a lucido, e soprattutto ben preparato in quello che dice. Silvio è sempre Silvio.

Anzi, adesso ha quel tocco di vintage in più che lo rende unico.

Già, unico. E ce l’abbiamo solo noi italiani.

Ho ascoltato il suo discorso. L’ho riascoltato con attenzione e con una passione verso il vintage. Il suo nemico oggi non è più la sinistra (e si permette pure di sfotterla nella sua odierna mediocrità), ma il Movimento 5Stelle, accusandolo di essere contro la libertà e contro la crescita economica.

Ora, fermo restando che fosse vero, la domanda è perché dovrei dare fiducia ancora a Silvio?

Perché è un “usato sicuro”? Per certi suoi accoliti di sicuro lo è, ma non credo che sia la risposta migliore, soprattutto in questa fase storica italiana.

Ho ascoltato le sue proposte. Tutte affascinanti, ma un po’ troppo utopiche. Mi ha commosso quando ha parlato degli anziani, e soprattutto quando hai dimostrato di essere anche animalista! Lì hai fatto il capolavoro.

Devo ammettere di essermi divertito moltissimo, e devo riconoscere che Silvio ha una visione larga delle cose, ma in una nazione che oggi è anche figlia dei suoi governi passati, soprattutto in scelte economiche e sociali, scelte legittimate dagli ultimi governi, di cui sei stato anche complice tra l’altro, almeno fino a quando una legge votata dai tuoi amici non ti ha rispedito a casa.

Certo, non posso negare che Silvio sia un grande imprenditore. Non è il volume d’affari che m’impressiona, ma il fatto di sapere che comunque le sue aziende detengono il minor numero di scioperi e proteste in tutta la storia industriale italiana, il che già dimostra che come intelligenza c’è eccome.

Ecco l’impressione che ho di te: quella di un bravo ragazzo circondato da tanti mostri, di cui alcuni creati proprio da lui. Non è che ci si possa fidare di una figura del genere, perché poi i mostri prendono il sopravvento e si mangiano il bravo ragazzo. Certo, poi se lo proteggono e se lo coccolano, ma lo usano anche e soprattutto per i loro scopi. La generosità di cui ti vanti tanto a volte è un’arma a doppio taglio, e c’è più di qualcuno che se n’è approfittato. Ma questi sono affari tuoi, affari di un uomo che adora il potere e mostrarlo a viso aperto. In fondo, un uomo come te farebbe tenerezza. Tanto intelligente per quanto riguarda il saper investire, ma tanto scarso nello scegliersi le persone, perché poi sono proprio quelle a farti oltrepassare l’oltre. È il solito problema di chi non si accontenta mai e si sente in dovere di allargarsi a dismisura, per dimostrare di essere sempre il migliore. Poi però le persone che ti vogliono bene realmente le allontani, perché esiste solo la tua visione. E guai a chi ti contrasta. Già, sei pronto a mettergli il bavaglio sulla bocca, o meglio sulla penna. Un atteggiamento piuttosto maniacale. Predichi correttezza, ma poi il furbetto lo hai spesso fatto. È il classico comportamento di chi mette il proprio io davanti a tutto. E quell’io non solo vuole possedere, ma addirittura ha bisogno di essere riconosciuto nella propria grandezza. E già, caro Silvio, tu non sei immune dai difetti. È vero che magari hai fatto del bene, ma è anche vero che sei andato oltre. Non sempre i tuoi nemici ci azzeccano, ma anche tu ci hai messo del tuo.

Silvio, ma perché vuoi tornare? Perché magari in tutti questi anni non sei riuscito a trovare un erede migliore di te (nel senso politico del termine)? E quello che ti accompagna non è forse degno di essere capo del governo?

Sono tante, troppe, le domande.

Le elezioni si avvicinano. Anzi, l’aria elettorale si fa sempre più satura. Saremo bombardati dei tuoi video, e dalle discussioni che faranno su di te e soltanto su di te, e sempre sulle stesse cose poi.

Ecco perché il tuo ritorno in scena è puro vintage.

Però c’è un’ingiustizia alla quale dovresti perlomeno dare attenzione: anche il tuo fido Emilio deve tornare in tv. Così il gioco vintage è completo, no?

Nel 1994 (anno della tua consacrazione politica) ero un giovane liceale che auspicava almeno il diritto di potersi creare un mestiere, una professione, un qualcosa che mi permettesse di dire “Sì, ce la posso fare…”. E quel primo video che vidi sui tuoi canali mi diede una sorta di fiducia. Ma avevo sedici anni allora, e avevo voglia di sognare.

Nel 2017 non posso dire di avere lo stesso sogno, e non possono dirlo i sedicenni di oggi che hanno un futuro molto più incerto del mio. Ci sono anche molti adulti che non hanno un presente.

Silvio, per quanto tu possa desiderare di tornare al potere (e lo capisco perché sei un uomo ambizioso), non credo che tu sia consapevole che la vera sfida storica sarà nell’essere consapevoli di una verità, anzi di molte verità che finiranno per annegarti (ma non sarai il solo, fidati).

La gente cambia, Silvio. Le generazioni cambiano. Il mondo cambia.

Oggi ti trovi in un mondo italiano al quale tu stesso hai contribuito. Un mondo italiano che si è reso mediocre in molti settori, e se qualcuno emerge vittorioso diventa un miracolo.

Mi ricordo degli aumenti dei tuoi governi. 20 centesimi di qua e di là. E ben prima del 2008, l’anno della grande crisi economica. Ed è solo una delle tante malefatte dei tuoi governi.

Sono un blogger controcorrente. Voglio credere nella tua generosità, anche perché in passato (tra l’altro non lontano) ho incontrato persone che mi hanno testimoniato della tua generosità. Quindi ci tengo a precisare che non sono contro la persona o il professionista, ma soltanto contro il modo di far politica che ti ha caratterizzato negli anni al governo e in opposizione.

Perciò il mio piccolo parere è combattuto, anche perché mentre tu usufruivi di tutti i vantaggi che ti sei creato negli anni (ricordiamo che è proprio grazie a questi vantaggi che è diventato normale essere “furbetti), la nazione continuava a peggiorare. Credi che la gente si dimentica di chi ha spezzato i sogni di una generazione? Personalmente non ti ritengo responsabile, anche perché nella tua posizione di potere hai fatto di tutto e di più per difendere la tua postazione (sei pur sempre una persona ambiziosa), ma questo ha innescato un meccanismo ancor più perverso proprio perché hai la tendenza a prendere sottogamba alcuni dettagli che nel tempo hanno fatto la differenza.

Ci troviamo in una fase storica particolare. I politici da salotto hanno stancato (e parecchio anche), così come tutti i voltabandiera che inquinano le cosiddette grandi liste. Ogni nazione del mondo scrive la sua storia, e lo farà anche l’Italia.

Sarà un’elezione combattuta e difficile, ma alla fine qualcuno vincerà, e farà bene a tener conto del verdetto democratico- Perché è da quel verdetto che la nazione deciderà di scrivere la sua storia.

Fai quello che vuoi, Silvio B, ma la verità è che si scriverà comunque una storia. E non credo che sarà una bella storia, soprattutto se continuerai imperterrito su una strada molto difficile. Il leader che si dovrà prospettare deve essere più umano, più concreto, più sincero e più coerente. Sono anni dove sorridere è diventato difficile, e non trovi persone che sono disposte ancora a sopportare per molto.

Tu e i tuoi amici non avete capito che dietro un sacrificio ci deve essere un’idea di futuro ma con una concretezza di presente. Per oltre vent’anni il tuo modo di far politica è stato dirompente. Ci sono state tappe interessanti, ma ci sono stati anche delle promesse non mantenute, menzogne, comportamenti che hanno sfavorito il merito a discapito della furberia. E soprattutto si è aumentata la povertà, tagliando di netto il potere economico di una classe media che prima riusciva a essere il vero potere economico dell’Italia.

L’elenco è ancora molto lungo.

L’Italia ha bisogno di altro, non di un ritorno vintage. L’Italia ha bisogno di scrivere una sua nuova storia, e lo farà. Vogliamo scommettere che chiunque vinca alla fine scoprirà di governare un popolo rassegnato e indifferente?

Certo che però son messi proprio male i tuoi amici se continuano a metterti ancora in prima linea a incassare colpo su colpo. Meno male che Silvio c’è…

 

Aurélien Facente,

dicembre 2017

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