L’aeroporto di Crotone è, di fatto, una tragicommedia

Ieri, spulciando tra i messaggi di Messenger, ho scoperto una gentile amica che mi trasmette un filmato del noto conduttore calabrese Lino Polimeni che s’è andato a fare un giro all’aeroporto Sant’Anna di Crotone. Rispondo a freddo: “Lino Polimeni ed io non andiamo d’accordo.” Beh, questioni molto personali che qui non svelerò. Ciò, però, non m’impedisce che il lavoro di Lino Polimeni ha una sua utilità. Lo fa da anni, mettendoci la faccia, e perciò, nonostante la mia “antipatia”, ben motivata tra l’altro, mi son messo a guardare il filmato, e su alcune questioni non posso che confermare le parole di Lino.

Però tutti gli aspetti della vicenda aeroportuale hanno gli aspetti di una grossa tragicommedia, dove l’aeroporto, anche se riaprirà, oggi assume l’immagine di un simbolo d’irresponsabilità totale (questo visto dagli occhi della gente anche se non ve lo dirà apertamente).

Già le vicende giudiziarie hanno fatto quello che hanno fatto, ossia dare l’immagine di un qualcosa che non sarebbe stato visto come un servizio da offrire al viaggiatore e al contributo dello sviluppo, ma come un’opportunità per migliorare il proprio portafogli. Poi, negli anni, l’aeroporto stesso è stato oggetto di continue interruzioni di servizio (sono passate da qui tante compagnie aeree), e nonostante ciò c’era sempre un’utenza crescente (il che è paradossale, se uno ci riflette bene). Poi è arrivato il governo nazionale che con il suo modo di riformare ha voluto che gli aeroporti fossero gestiti da una sola società, per di più collaudata. La Regione recepisce l’ordine nazionale, e indice il concorso di gestione.

Ora, pensate, l’effetto tragico. La società che gestisce Lamezia (un aeroporto funzionante negli anni) vince il concorso, ma poi viene fatta oggetto d’indagini pesanti, portando di fatto all’arresto della dirigenza. Crotone si è presentata al concorso con una nuova società creata ex novo e rivendica tramite tribunale il diritto di partecipare al concorso. Però vince Lamezia, perché la nuova società di Crotone, proprio perché “nuova”, non convince.

E nel frattempo tutto si blocca.

Ryanair, l’ultima compagnia presente a Crotone, era felice di starci a Crotone, ma non essendoci una società aeroportuale presente e competente non può permettersi di mantenere i voli.

Raccontata così, sembra un film comico. A me sembra il gioco della cucuzza, dove tutto finisce in culo al cucuzzaro, che in questo caso sono i cittadini, che di cucuzze se ne devono sorbire anche altre.

Dimenticavo: c’è un comitato che vuole salvaguardare l’aeroporto, e devo dire che è molto attivo. Poi scopri che addirittura si scindono, e diventano due comitati cittadini. E secondo voi, a chi si dovrebbe dare retta?

Ecco, caro Lino, ovviamente il mio riassunto è molto striminzito, e non intende offendere chi giustamente ci crede all’aeroporto (c’è anche chi ha dato la vita per esso).

Il problema parte da molto lontano, ed è un problema politico.

C’è differenza tra propaganda e lato pratico. L’aeroporto dovrebbe essere il lato pratico della politica, non il baluardo della propaganda. E la propaganda, prima o dopo, stanca, se poi gli effetti sono “tragicomicamente” umilianti.

Perciò, caro Lino, non dovresti prendertela con i cittadini sotto alcuni aspetti.

Tu non sai che cosa vuol dire vivere a Crotone, e l’aeroporto è soltanto uno dei tanti aspetti negativi del territorio.

Nel tuo intervento, hai fatto qualche nome. Beh, il sindaco ha fatto parte dello “show” nell’ultimo anno, e mi conferma che la figura del sindaco (in molte parti d’Italia tra l’altro) è impotente dinanzi a certe dinamiche. Poi gli altri nomi che ti son usciti dalla bocca: beh, effetto “propaganda” di un movimento territoriale che non si sa da che parte vuole andare (il che è già un tutto dire), e che adesso sta dimostrando i suoi limiti enormi (questione di numeri e di cervelli, oltre al fatto che Crotone ha subìto tagli di varia natura, e non è che un soggetto politico in una dimensione tale di problematiche riesca a far miracoli, soprattutto se politicamente sei considerato nella serie C o D).

Soluzioni?

In un territorio che non è appetibile dal punto di vista finanziario, che cala in numero di abitanti perché vanno via (pur mantenendo la residenza) perché devono lavorare, senza contare il resto.

Crotone è una città bellissima, ma ormai malata di apatia. E qui hai ragione, caro Lino. Ti appoggio. Ma l’apatia parte da molto lontano, e indovina chi l’ha causata? Io no, di certo. Il discorso qui si fa troppo complesso, perché richiede un’indagine antropologica e sociologica. Per provare solo a fartene un’idea, dovresti, caro Lino, venire a Crotone e viverci una settimana, giorno e notte. Per darti un’idea, dovresti vederti un film di 15 minuti circa di Severino Iuliano che s’intitola “Ah”. Guardarlo, e soprattutto ascoltalo. E ascolta le parole della voce narrante. Ti darà la risposta migliore.

Ci sarà una soluzione? La riapertura è stata annunciata. Il futuro, però, è sempre più nebbioso.

Non aggiungo altro. C’è tanto materiale scritto sull’argomento, ognuno con le proprie ragioni e le proprie posizioni. E si continuerà a scriverne.

Intanto l’unico augurio che mi sento di fare è che tutto non vada in culo al cucuzzaro un’altra volta. Perciò…

Scusatemi per il linguaggio un po’ osceno, ma il gioco del cucuzzaro è questo.

 

Aurélien Facente

Ottobre 2017

 

Per vedere il video di Lino Polimeni ecco il link: Lino Polimenti all’aeroporto Sant’Anna

Per vedere il film “Ah” di Severino Iuliano ecco il link: Ah, un film di Severino Iuliano

 

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