I blogger confermano l’esistenza e il valore dell’articolo 21 della Costituzione Italiana

 

Recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

È bene ricordarlo. Certo, il suddetto articolo continua con altri punti che ti danno i limiti prefissati dalla legge italiana, però i primi concetti sono quelli più importanti. È vero che quando è stato stilato l’articolo, non si poteva pensare al concetto di “blogger” che nel 1948 non poteva essere concepito perché, di fatto, non esisteva e non poteva essere previsto, ma è una legge comunque lungimirante che solo lì dentro specifica che non si può impedire la libertà di pensiero, quindi di parola.

Ha fatto notizia l’evoluzione di un tentativo di processo (che si terrà ugualmente) che hanno visto contrapposti un noto consigliere comunale contro il blogger de “Il Pitagorico”. Quando ho letto l’articolo, pubblicato sulla testata giornalistica “Il Crotonese”, mi son reso conto che la notizia è molto più importante di quel che possa sembrare.

Se ci limitiamo a ragionare alla causa che riguarda il noto consigliere comunale contro il blogger, il tribunale ha espresso sul caso il verdetto, dichiarando che il processo di colpevolezza contro il blogger è da farsi, quindi si dovrà aspettare una sentenza che, mi auguro, tenga conto di diversi fattori, tra cui la libertà di pensiero, la libertà di espressione, e soprattutto… Non so. Certo è che il caso, seppur piccolo, è destinato a essere quel cosiddetto precedente che farà scuola, anche perché ormai, soprattutto grazie all’ultima legislatura, i blogger sono equiparati agli editori (facendo riconoscere quindi al blog un’ufficialità editoriale, con tutte le responsabilità del caso), quindi il buon Antonio va a processo, ma lo stesso lo farà il consigliere comunale che lo ha trascinato in tribunale, perché dovrà dimostrare il danno ricevuto da un articolo lesivo… e sarà appassionante sapere come si esprimerà la legge, perché da un piccolo processo come questo capiremo a che punto si trova il nostro diritto di libertà d’opinione, che in ogni caso è un diritto che comporta delle responsabilità.

Ebbene, io sono uno dei lettori del “Pitagorico”. Lo leggo con affetto, e si tratta di un blog che, nel bene e nel male, denota un’espressione di pensiero. Certo, a volte ci sono state esagerazioni, ma in oltre due anni di lettura, io ho visto un giovane blogger crescere e di conseguenza maturare. In un essere umano giovane non si può pretendere che sappia tutto di tutti, non si può pretendere che non esprima la sua rabbia in un certo modo, e soprattutto non si può pretendere che sia schiavo delle verità personali altrui. Ma ancora più importante è questo concetto: un giovane è libero di farsi delle domande?

Io leggo “Il Pitagorico” non tanto per il ragionamento contro un certo modo di far politica (anche se in alcuni casi ha ragione, soprattutto quando parla di mediocrità culturale), ma per l’essere umano che si esprime, che cresce, che vuol crescere e che desidera, come la maggioranza dei cittadini, la costruzione di una società migliore. Poi che lo faccia punzecchiando, dando fastidio usando il pensiero dei giovani, delle persone comuni, della vita di tutti i giorni…

Il fenomeno dei “blogger” nasce con internet e ha avuto una sua diffusione massiccia, contrapponendosi prima ad un sistema editoriale (e ci limitiamo solo a parlare dell’Italia) che non riusciva ad espletare il suo dovere di “libertà di stampa” e “coraggio contro il potere”, in seguito ha dato espressione a nuovi autori che con il sistema precedente avrebbero avuto serie difficoltà ad emergere, e poi bisogna dire che ci sono anche dei lati negativi: non tutti i blogger sono scrittori o giornalisti, e alcuni blog raccontano cazzate.

Ma ci sono anche i giornali che raccontano cazzate. E ci sono anche i politici che raccontano cazzate. Anche le persone raccontano cazzate.

Ma sta di fatto che il blogger esprime un’opinione, e quell’opinione scritta sul blog è la conferma della necessità di difendersi con l’articolo 21 della Costituzione, che non garantisce solo la libertà di stampa, ma esprime soprattutto il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, violata spesso e volentieri da una serie di editori e direttori compiacenti al potere (tanto che oggi se ne vedono gli effetti, visto che in quanto libertà di stampa l’Italia stessa non può annoverarsi tra i primi cinquanta posti, e non lo dico io), perciò il fenomeno del blogging è dilatato a dismisura, ma solo perché ogni blogger che conosco ti dirà sempre: “Ho diritto ad esprimere il mio pensiero.”

 

Quindi il noto consigliere comunale, anche se legalmente è arrivato allo scopo della sua denuncia, ci farà di riflesso un favore enorme a tutti. Perché questo “processo” ci spiegherà bene l’importanza della libertà di pensiero, che poi si traduce anche in una difesa del pensiero politico. Quindi, quello che vale per il blogger processato, varrà anche per lui. La libertà d’opinione è un diritto che vale per tutti.

Quindi, paradossalmente, devo ringraziare il consigliere comunale perché ci permette di esplorare un concetto molto importante sulla libertà di pensiero, che è la responsabilità, tra l’altro predicata anche nell’articolo 21 della Costituzione Italiana, che se letta con attenzione ti spiega perché l’essere umano deve essere libero di pensare e avere la libertà di esprimersi come meglio crede, perché così la società cresce e non può apparire “mediocre” o “insufficiente” agli occhi degli altri.

Ok, a volte “Il Pitagorico” è stato feroce, immaturo in qualche caso, non sempre ci avrà azzeccato. Ma francamente è bello sapere che c’è un giovane che si chiede dove questa società stia andando a parare, piuttosto che sapere che c’è un altro giovane che pensa a sballarsi il cervello, a rompere le panchine della città, a perdere la speranza sull’esistenza.

Quindi al consigliere comunale, che stimo tra l’altro, chiederei: “Preferisci un giovane che scrive e cerca così di capire il mondo in cui si trova oppure preferisci un giovane che ti spacca la panchina, se non peggio, sotto casa perché tu/voi non avete saputo dargli la giusta speranza?”

Anche fare una domanda, è un diritto sacrosanto.

E con questo concludo, esprimendo tutta la mia solidarietà al blogger de “Il Pitagorico”, e gli dico con tutto il cuore “Al di là di come andrà, continua a scrivere. Perché solo scrivendo dai senso alla tua storia, e anche alla nostra storia. Non ti abbattere, perché ogni scrittore si crea dei nemici, soprattutto quando si chiede dov’è finita la verità. La verità è una donna bellissima, ma antipatica. La vogliono tutti, ma poi pochi osano frequentarla, soprattutto i bugiardi. Scrivi, e non aver paura. Scrivi, perché così combatti la paura. Scrivi per mettere ordine dentro un caos di bugie e non detto. Ci saranno momenti dove ti sentirai solo, dove il mondo sarà tuo nemico. Ma ci saranno momenti in cui capirai il valore del tempo, e dove ti renderai conto che scrivere è nutriente. Scrivi con il cuore, ma ragionalo. Perché quando riuscirai a trasmettere quello che scrivi, c’è sempre da ricordarsi che hai una responsabilità: quella di essere un esempio per tutti. Scrivi perché te lo senti, non perché te lo dicono gli altri. Lo scrittore deve creare dissenso, non consenso. Lo scrittore deve creare opinione, non silenzio. E ogni tanto raccontala anche qualche buona storia. Perché un bravo autore sa che ogni tanto la fiamma della speranza va riaccesa”.

 

Aurélien Facente,

ottobre 2017

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