Piscina Coni: una storia da tramutare in leggenda

C’è una storia che ormai pochi raccontano, una storia che sarebbe meglio ricordare. È la storia di uomini che si allenavano dentro il mare, nuotando per diventare campioni, ma prima ancora uomini. Da quel mare qualche campione s’è formato. Storie dell’immediato dopoguerra. Poi fu costruita una piscina di 25 metri, e per decenni si può dire che è stata il centro per eccellenza dello sport crotonese, salvo poi cominciare una lunga decadenza morale e fisica fino ad arrivare ad un rudere degradato, del quale bisogna tuttavia ammettere che oggi possiamo scorgere pannelli della storia di Crotone (e in parte della storia, frammentatissima, della piscina stessa)

Cartelli pubblicitari messi lì apposta per sviare il degrado totale di una struttura abbandonata a se stessa.

Le storie non durano per sempre. Hanno un inizio e una fine.

 

 

E a volta bisogna avere il coraggio di mutare quelle storie, per non vanificare il ricordo di quei pionieri del nuoto che avevano iniziato un ciclo.

Fanno sorridere quei nostalgici che vogliono recuperare la piscina, proponendo un ennesimo progetto di recupero di cui Crotone non ha bisogno, soprattutto adesso che c’è una bella piscina di 50 metri che sta funzionando abbastanza bene, tanto che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Fanno piangere quei finti protagonisti che si fanno vedere solo quando c’è l’abbattimento imminente. Resuscitare la piscina storica per farne che cosa. Eppure si dimenticano che nella città di Crotone ci stanno altre due piscine in disuso, che forse sarebbe bene recuperare. La prima è accanto alla scuola Ernesto Codignola, perfetta per ragazzi ed anziani, perfetta per dimostrare a questi intellettuali nostalgici che si possa ripartire. La seconda è dentro l’ex palestra Magna Grecia, perfetta per le funzioni mediche. Due piscine da recuperare, da prendere in considerazione perché sarebbero l’ideale supporto per una piscina di 50 metri che sta comunque dando i suoi risultati.

La piscina ex Coni è solo un rudere adesso. Un rudere di memorie calpestate, maltrattate, vessate, con storie che si vogliono cancellare.

Ho letto le vostre dichiarazioni. Ho letto di come avete dimenticato volutamente il nome di mio padre, quel Luigi Facente che divenne un giovane campione italiano. Ho letto di come non avete nemmeno accennato a quell’Auditore che realizzò una bella storia di pallanuoto. Ho letto di come avete voluto dimenticare di come vi siete fottuti della piscina lasciata all’abbandono. E non ho visto nessuno di voi quando due operatori culturali idearono e realizzarono nell’estate 2016 nell’ingresso della piscina una mostra di opere intitolata “Aspettando Ulisse”, una mostra che ha riqualificato e ripulito una zona degradata, abbandonata, ferita. Quasi due settimane di mostra, aperta 24h su 24. Sì, una mostra d’arte per richiamare l’attenzione della città, per dire che c’era un pezzo di storia…

E voi dov’eravate con la vostra indifferenza?

Chi sono io per parlarvi in questo modo…

 

 

 

Mi chiamo Aurelien Facente. Sono il figlio di quel Luigi Facente che vinse per ben due volte i campionati italiani, quell’Alfredo Facente che non avete nemmeno degnato della vostra attenzione, senza nulla togliere ad altri che hanno vinto.

Ma sono stato anche il fotografo di “Aspettando Ulisse”. Un fotografo silenzioso, certamente diverso da mio padre per motivi che non sto a spiegare, ma rispettoso delle storie di questa città.

Mi fate sorridere nel vostro far finta di niente, e voler proporre un progetto del quale dovreste farvi voi economicamente carico (e mantenere una piscina costa in termini di fatica e denaro). E avete avuto il coraggio di comunicare via stampa il progetto, facendo un riassunto striminzito e dimenticando volutamente qualche nome.

Ogni sera passo da quella piscina. Una camminata, una riflessione. E sul mare, di notte, provo ad ascoltare il respiro di quei primi pionieri che non avevano la piscina per allenarsi. Quegli uomini avevano dei nomi. Uno di questi andava Doppido di cognome. Non il figlio che andò alle Olimpiadi, ma il padre che conobbi. Camminava con il bastone, deciso e fiero, e una volta mi narrò di come si allenava dentro il mare, nei tempi dove non si pensava che si sarebbe costruita una piscina a due passi dal mare.

Passo da quella piscina, e penso: “Adesso è ora di abbatterla”.

Una piazza, un piccolo belvedere, una terrazza sul mare, con magari al centro un monumento dedicato al nuoto, un modo per riascoltare, seppur con un po’ d’immaginazione, quel respiro di pionieri del nuoto che adesso albergano in memorie sempre più lontane, sempre più frammentate, sempre più verso l’oblio.

Ecco la proposta più sensata, più vera, più sincera. Un posto nuovo per ricordare che qui c’è stata una storia bellissima, una storia che si può ricordare e che si può raccontare.

Mi auguro che l’amministrazione accolga quest’idea, così come le opposizioni. Per una volta tanto investite sulla storia da raccontare, e non prestate ascolto a quei nostalgici che si son fatti solo sentire ora e che lo fanno solo per dimostrare la loro misera voglia di essere per forza protagonisti. Il loro progetto, seppur suggestivo, è incompleto. Manca di aspettative, di capire quale tipo di società si prenderebbe il carico enorme economico e materiale per un’impresa del genere, del tempo che ci vorrà, e con il rischio anche serio di fallire se le cose non vanno per il verso giusto…

Ecco perché forse sarebbe meglio dirottare verso un’altra storia.

Perché c’è questa storia di pionieri del nuoto che è all’origine di tutto, pionieri che si tuffavano in mare e che sapevano cos’era lo sport, pionieri che attraverso il loro nuoto sono riusciti a costruirsi amicizia e rispetto. Loro nuotavano guardando spesso verso l’orizzonte.

A quale storia voi vorreste dare ascolto? Quale storia voi vorreste costruire? Una storia che darà spazio all’orizzonte o ad una storia incerta proposta da soggetti che non si sono nemmeno degnati di ricordare di alcuni pionieri che hanno contribuito al nome di questa città di Crotone?

 

Aurélien Facente,

ottobre 2017

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