Ditemi per favore che si tratta di un’opera pop art…

 

 

Si giudica l’aspetto di una città attraverso la visione delle cose semplici. Una città può anche non essere il massimo a livello estetico, ma se gestita con criterio attraverso le cose più semplici, quella stessa città ci apparirà come un gioiello. Il buonsenso richiama all’ordine, e si diventa gioielli agli occhi degli altri quando una comunità riesce a gestirsi con armonia. Basta poco per essere positivi, ma basta anche un cartello fuori luogo per il caos.

 

Io non ci volevo credere quando l’ho visto, e mi stupisce ancor di più che i giornalisti non hanno visto quest’opera interessante.

Ora mi direte che cavolo ci azzecca questo cartello con tante belle regole da rispettare. Beh, mi son detto, vai a vedere che finalmente si vede un bel cartello su come tenere i cani al guinzaglio e l’obbligo di raccogliere le feci. Poi mi son guardato intorno, e ho visto che c’era qualcosa che non andava.

Il cartello è visibile. Da lontano si legge bene.

Eppure non dovrebbe stare qui. C’è un errore. Io mi domando come faccio a portare qui il mio cane e come andarci a spasso, visto che c’è un enorme giungla di erbacce e di rifiuti portati (visibili e nascosti) dagli umani che sporcano a terra. Cioè, neanche i cani randagi ci passano, e forse nemmeno i gatti, e poi in quella giungla chissà che razza di mutanti ci vado a trovare.

Ma perché?

Vuoi vedere che si tratta di una provocazione trash che si rifà un po’ alla Pop Art, cioè quell’arte che si sviluppò a New York grazie a quel personaggio di Andy Warhol? Ma ogni artista firma la sua opera, prima di lasciarla tra la gente. Non può essere anonima.

Ora, io ho pensato a una bella provocazione artistica, ma sembra che non lo sia. Potrebbe essere lo scherzo di qualche buontempone crotonese, ma non credo, visto che si preferisce denigrare con le parole. Avrebbero potuto essere quelli di Forza Nuova che oltre alle ronde si sarebbero dedicati alla cartellonistica, ma questo cartello non reca la loro firma, e soprattutto scelgono bene i posti dove esporre i loro lavori.

Ma che c’è che non va nel cartello?

 

Allora, mi son avventurato lì, perché da sopra (nelle immediate vicinanze della chiesa di San Domenico, esattamente nel piazzale dove si trovava una volta la palestra Magna Grecia) era stato smantellato parte di quel muro di lamiera che faceva intendere che di lì a poco si sarebbe costruito un palazzo che in verità non sarebbe servito, ma comunque meglio cementificare… e in effetti, quel muretto di lamiera ha occupato per anni il paesaggio, e nel frattempo la giungla cresceva, e in mezzo alla giungla m’immagino che cosa ci possa essere. Va bene… Ecco che mi trovo a passare da lì, e mi accorgo che il muro è stato in parte abbattuto, e si vede questa bella enorme giungla di erbacce e altro, e cosa ti trovi? Il cartello che ti indica che se sei con il cane lo devi tenere stretto al guinzaglio e se fa la cacca la devi raccogliere.

Fermo restando che sono d’accordo con queste regole, soprattutto in posti frequentati da famiglie, bambini, anziani. Con i cani bisogna essere responsabili. Ed è giustissimo che il sindaco Ugo abbia scritto con il suo team un’ordinanza condivisibile (ma siamo a Crotone, badate bene).

Ma trovo altrettanto ingiusto prendere in giro il prossimo. Non che quel cartello sia opera del sindaco e della sua giunta, ma vorrei capire chi ha emanato l’ordine di mettere proprio quel cartello lì, prima della giungla mutante. Non ci passerebbe nemmeno un ratto là in mezzo.

Ora, al di là delle sciocchezze, quel cartello, ora come ora, è proprio fuori luogo perché messo in una zona che dovrebbe essere ripulita e riqualificata, e allora dopo tale lavoro si può mettere il cartello con le regole da rispettare.

Questo cartello, in particolare, è soltanto una grossa presa in giro che non rispetta il cittadino proprietario di un cane (ed io lo sono modestamente) perché vedendolo mi sento trattato come un irresponsabile e un imbecille, poi non rispetta l’immagine della città in nessun modo proprio perché c’è la giungla mutante, e non rispetta nemmeno i pochi vigili urbani che dovrebbero farmi la multa se beccano il mio cane a fare la cacca lì (cosa che non succederà mai tra l’altro, anche perché sono anni che qualche fituso ci butta plastica e altri tipi di rifiuti).

 

 

Combattere le cacche dei cani ha senso, ma si dovrebbe combattere anche contro le cacche umane che buttano rifiuti per la città. I vigili son pochi… Non ci sono soldi…

Bene, se fossi al vostro posto, cari amministratori, io prenderei il cartello e lo sposterei all’interno di qualche parco funzionante, anzi lo esporrei proprio davanti al Palazzo Comunale, per dare un primo segnale di rispetto per la Casa Comunale e la sua Piazza. Dopodiché con ruspe e giardinieri, ripulirei completamente la zona dalle erbacce, dai rifiuti. Poi cercherei di farci qualcosa stile un parcheggio, un parco, un belvedere, un qualcosa di semplice per abbellire il posto, e poi ci metterei quel dannato cartello.

Non me ne vogliate. Io voglio il meglio per la mia città. La adoro questa bella città. È solo che, al di là del cartello, ho pensato ad un bambino (visto che il muro di lamiera è stato smantellato) che potrebbe inavvertitamente avventurarsi nella giungla mutante. Lì dentro potrebbe farsi seriamente male, oltre che rischiare qualcosa di più grave, vista l’incuria del posto.

Ecco, prima del cartello, penserei ad evitare proprio che un bambino possa entrare nella giungla, con il rischio serio di trovarsi di fronte a qualcosa d’irreparabile. E visto che nelle vicinanze c’è pure una scuola…

Sempre che non venga dichiarato che quel cartello è parte di un’opera pop provocatoria dedicata alla devastazione urbana e cittadina, e allora magari quest’insieme partecipa ad una selezione di opere per il Moma di New York…

 

Aurélien Facente

settembre 2017

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