Scrivere…

 

Ho da poco compiuto 39 anni. Mi manca un anno, e forse avrò diritto a scrivere la mia autobiografia. So già come intitolarla, ma non so se sarà interessante. In fondo, credo che forse farò bene a non scriverla. Sarebbe troppo traumatico ripercorrere tanti difficili dal punto di vista personale, e poi ho voglia di scrivere ben altro.

Il blog riprende dopo oltre un mese di pausa. Ferie agostane? No, conduco una doppia, tripla vita. Volevo fare solo lo scrittore, ma poi son diventato fotografo, e adesso mi accingo anche a realizzare video. Un altro passo, e forse realizzerò anche un film. Chissà…

Ma lo scrivere è l’elemento dove riesco a sentirmi meglio. Lo confesso. Ma ho imparato che il raccontare non si deve soltanto accompagnare dallo scrivere. Il raccontare può anche aver bisogno di un’immagine, di una sequenza fotografica, di una sequenza video. In fondo lo scrivere è una sequenza di parole che si avventurano in un percorso dove sai dov’è l’inizio, ma la fine è ignota anche allo scrittore stesso.

Ho preso una pausa perché ho voluto confrontarmi con il presente, capire se valeva ancora la pena tenere un blog e scriverlo. Ho ascoltato le osservazioni e anche le critiche, intrise anche di ignoranza pura e di cattiveria gratuita.

Quando scrivi, lo fai perché vuoi essere letto da qualcuno. Quel qualcuno, che possono essere tanti, ti giudicheranno. Ma in verità, caro lettore, ogni scrittore scrive per se stesso, perché dentro c’è la voglia e la consapevolezza di affrontare un viaggio. Ogni scrittore scrive quello che conosce, e finché scrive… Beh, non c’è da preoccuparsi.

Poi ci sei tu, lettore… Sì, parlo proprio con te… è  normale che cerco di essere letto da te. Non pretendo di essere capito. La comprensione richiede tempo, e in certi casi anche esercizio mentale e una buona maturità. Non ti sto criticando. Mi sto mettendo al servizio tuo raccontandoti la mia modesta esperienza.

Oggi chi è lo scrittore? Una persona come te che però ha un modo diverso di affrontare le proprie sensibilità. A parte questa basilare differenza, un vero scrittore sa che il tempo di leggere ha bisogno del suo tempo. Non tutti sono pronti a leggere nello stesso momento, perciò quando scrivo so che sarò letto, ma non so quando.

Se mi leggi, ti ringrazio e accetterò ancora di più la tua opinione, la tua osservazione, e anche la tua critica. In fondo un blogger deve sottostare a questa regola.

Mi piace scrivere. Vorrei scrivere di più, ma il tempo è quello che è. Ho solo un limite: la mia umanità. Ma è anche il mio miglior stimolo: perché accettando la mia umanità, tra pregi e difetti, io riesco comunque a darmi un percorso di crescita, di ricerca della completezza, di stare meglio con me stesso e con gli altri. Sto facendo un discorso moralista, ma lo faccio giusto per scrivere.

Ho notato che una delle critiche più frequenti che uno scrittore o un blogger scrittore è l’accusa di essere un po’ lunghetti. Può darsi, ma la sintesi richiede un forte controllo sull’argomento, e l’argomento trattato purtroppo, a volte, se ne fotte della vostra sintesi.

Perché un argomento, per essere chiaro, richiede il giusto tempo. Se voi non avete tempo, non potete criticare uno scrittore perché vuole essere il più chiaro possibile. Il problema di non aver tempo ce l’avete voi, ma nessuno vi obbliga a leggere sul momento.

La lettura dovrebbe essere un buon esercizio quotidiano, ma anche la lettura ha bisogno del suo tempo. Un libro è bellissimo quando riesci a leggerlo e finirlo. Ma non tutto può essere letto. A volte un libro ha bisogno di essere conservato per essere letto. Leggere è anche figlio del lettore che forse non è pronto a leggere. Ma il bello dei libri è che possono essere conservati per essere aperti in qualsiasi momento. Forse non ti si leggerà mai, ma la scrittura resta. Eccome se resta.

Sorrido ogni qualvolta ricevo un’osservazione critica della mia scrittura. Mi rendo conto se sono stato letto oppure no, e soprattutto come sono stato letto. Perché io so quello che ho scritto, e perciò so quanto posso essere stato letto.

Si tratta pur sempre di opinioni che magari domani cambieranno.

Ogni giorno c’è sempre un piccolo cambiamento, e magari si cambia anche tanto da diventare un’altra persona. Succede, e quando lo avverti hai bisogno di aiuto. Inevitabile, anche se sei forte. Ma i cambiamenti ci sono sempre, anche quando scegli di prendere una strada diversa per tornare a casa.

Oddio, sto diventando difficile.

Ok, chiudo.

Sono tornato.

Sto scrivendo. E continuerò a scrivere. Perché è quello che mi sento di fare, perché è quello che mi permette di essere me stesso. Io non mi preoccupo della lunghezza, perché alla fine quello che conta è proprio quello che scrivi per come lo scrivi.

L’importante è essere il più possibilmente chiari.

 

Aurélien Facente

Settembre 2017

 

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