I Litfiba a Crotone per 100000 euro? Più che giusto e giustificato

 

Da giorni assisto a un dibattito inutile su Facebook, e anche tra le vie della città. Trattasi di un dibattito mediocre, che però sta prendendo una piega verso la stupidità totale nella città di Crotone.

Ecco l’8 agosto prossimo, a Crotone ci sarà il concerto dei Litfiba. Per chi volesse sapere dove si svolgerà, sarà all’arena Pitagora, un improbabile posto in città tra la zona dei 300 alloggi, il quartiere San Francesco e il Marrelli Hospital. Il Comune ha investito nel concerto una somma di 100000 euro, e qui nasce lo scandalo.

Beh, io non mi scandalizzo per nulla, e a 100000 euro il concerto è regalato, poiché il biglietto (sì, perché il concerto non è gratis) è in vendita a 13 euro. Volevano farlo allo stadio Ezio Scida, ma poi hanno optato per un’altra zona. Okay, va bene così.

Ma quante parole gettate al vento in questi giorni.

Inutili, stupide, pretestuose. Non me ne vogliate gente, ma questo dibattitto ha stancato. Volevate il concerto gratis? Il Comune o altri spendevano di più. Volevate il concerto in centro? C’è una logistica della sicurezza da rispettare. Volete che la città si riqualifichi? Beh, con tutto il rispetto non è con il karaoke o la discoteca o le vrasciole che la città diventa città.

Ci vuole ben altro, e un concerto dei Litfiba è anche una mossa necessaria. Perché la voce dei Litfiba conta in Italia, e non solo. Al posto dei tanti contestatori, pagherei il biglietto e cercherei di dimostrare che a Crotone vivono dei cittadini, e non dei caproni.

Sto diventando scurrile con il linguaggio. Scusatemi, ma sono almeno 20 anni che aspetto un concerto stile “Litfiba” nella mia città.

E non sono il solo.

Permettetemi di raccontarvi una storia. È importante, Non riguarda me, ma un’amica di cui non far il nome per ovvi motivi di privacy. La chiamerò Anna giusto per darle un nome.

Anna è una brava ragazza, cresciuta però in una famiglia problematica. Però è una brava ragazza che vuol crescere con correttezza ed onestà. Si mette a lavorare sin da giovane per contribuire al bisogno famigliare. Anna è una fan dei Litfiba.

Due inverni fa, i Litfiba si esibirono a Cosenza per il Capodanno in un concerto gratis (il Capodanno a Cosenza è visto come una notte bianca). Anna voleva andarci, ma doveva lavorare. Perché Anna serve ai tavoli di un bar, e porta i soldi a casa. Soldi che servono per mangiare, per pagare le bollette.

Ha dovuto lavorare, rinunciando al suo sogno personale. Un sogno che la faceva sorridere.

Ora per lei questo sogno si avvera. Ha la possibilità di vedere i suoi idoli. Ed è giusto che abbia questa possibilità, se non altro per ripagare i sacrifici della sua onestà, del sogno che cova fin da bambina.

Anna deve rinunciare al suo sogno?

No, non penso.

Lo sapete quante storie del genere ci sono qui a Crotone e nel resto d’Italia?

Ecco perché è giusta la spesa, e poi francamente rientra anche nell’ordine commerciale delle cose.

Il Comune ha pagato l’agenzia che gestisce il tour ufficiale legato all’ultimo album dei Litfiba (uscito pochi mesi fa). Certo, avrebbe potuto pagare di meno, ma solo se il concerto si fosse tenuto nel 2018, e non legato al tour dell’ultimo album.

Dal punto di vista pubblicitario è importante essere tra le città che ospitano un tour ufficiale.

Poi non è che tutti i 100000 euro se li mette in tasca il buon Piero Pelù e il resto della band.

Ci sono spese assicurative, spese di comunicazione, spese di sicurezza, spese, tecniche, IVA, SIAE… magari ci sarà un videomaker dell’organizzazione, e anche lui è una spesa per produrre un qualcosa che serve (di solito nei tour ufficiali vengono prodotti dei dvd che mettono in risalto le migliori tappe). E poi ci sono i tecnici, che sono i migliori molto probabilmente. Non saranno nemmeno di Crotone, e per loro è una tappa come un’altra. Sono i migliori del momento, e anche loro guadagneranno la loro cifra. Magari anche loro hanno una famiglia, e magari hanno anche loro qualcuno in difficoltà da mantenere.

Il costo è alto? Non credo proprio.

Certo, quei soldi avrebbero potuto essere usati per qualcosa di diverso. Peccato però che la legge divida i soldi pubblici in tutti i settori di una città, compreso quello dello spettacolo. E che per legge devono essere spesi, perché il Comune deve spendere anche per la propria immagine (anche se quella della Crotone di oggi è molto discutibile).

Ma allora perché non contribuire agli spettacoli di band locali?

Per la qualità dei musicisti crotonesi, ci sarebbe molto da dibattere a dire il vero. E questo non è l’articolo giusto per farlo.

Io, personalmente, non so se ci andrò al concerto.

Ma di sicuro Anna ci andrà e sorriderà, e vivrà il suo sogno personale.

E Anna potrebbe essere la vostra compagna, vostra figlia, vostra nipote, vostra madre, la vostra migliore amica… Ogni persona ha il diritto di sorridere… soprattutto in un’epoca difficile come questa.

Smettetela quindi. E se potete, andate a godervi il concerto…

 

Aurélien Facente

luglio 2017

 

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