Quella voce energica di Chris (Diario dello scrittore del 19.5.2017)

 

È stata una giornata strana ieri. Iniziata in cattivo modo. Apri il sito della tua mail, e in prima linea ti mettono la notizia che Chris Cornell è morto, che non ascolterai più la sua voce dal vivo.

Un colpo al cuore. Chris Cornell è uno dei protagonisti della musica della mia adolescenza e non solo. Lui e i Soundgarden hanno scritto la storia del grunge assieme ai Nirvana. Lui è stato capace di ripartire da solo, e poi di prendersi i pezzi pregiati dei Rage Against The Machine e di farne un progetto molto valido come gli Audioslave.

Chris, perché?

Sapere la causa della sua scomparsa non mi cambia.

Più che deluso, sono arrabbiato, ma non voglio essere triste.

Perché sono contento di quello che ha lasciato Chris in termini di musica e di canzoni, ma soprattutto in termini di sensibilità.

Chris ha scritto una parte importante della musica, trasmettendo un’energia come pochi attraverso una voce che mai avresti detto che era parte integrante del grunge, soprattutto ascoltando gli ultimi brani prodotti. Una voce energica, poetica, a tratti la vera anima di Chris.

Ciao, Chris. Mi mancherai. E tanto pure.

Perché nei miei momenti di crisi andavo alla ricerca della tua musica. Perché, chissà perché, quando avevo bisogno di sentirmi accettato da me stesso, bastava ascoltare una tua canzone.

Non ho una canzone preferita tra le tante che ha cantato. Sono figlie di momenti per me molto importanti. Potrei scrivere tanto su questo rapporto intimo con le sue canzoni. Chris aveva una voce energica, unica… Mi sto ripetendo, ma solo per dire che la sua voce riusciva a entrarmi dentro.

È stata una sua canzone a farmi decidere di smettere i panni del ragazzo e a cominciare di mettere i panni dell’uomo, che mi ha permesso di crescere.

È una canzone tratta dall’album “Out of Exile” degli Audioslave, e s’intitola semplicemente “Be Yourself”. Sembra banale, vero?

Beh, non lo è. Voi non sapete come ho vissuto il rapporto con il mio essere e con il mio corpo, di quante volte sono stato vicino al baratro del crac (si tratta di quella fastidiosa sensazione che sentite nella vostra testa quando sapete che state per cedere, e sapete che non potete permettervi di farlo). Un giorno, può darsi che racconterò questa storia, ma ci tengo a far sapere che è stato l’ascolto di questa canzone a darmi la chiave di svolta, a farmi capire quanto sia importante scegliere di essere semplicemente me stesso.

Voi non scegliete di nascere, non potete scegliervi la famiglia, non potete scegliervi nemmeno il posto dove nascere. Nessuno ve lo spiega, e voi non capite. E magari avete un animo sensibile, e anche gusti diversi dal resto della comunità. Magari siete anche diversi senza chiederlo perché il vostro corpo è vittima di qualche male. Ci sarebbe il resto pure, ma già questa premessa farebbe friggere il cervello a chiunque. Okay, il mondo è duro e bisogna accettarlo. Ma prima di accettare il mondo, devi accettare prima di tutto te stesso, e se nessuno ti inculca questa base… Beh, è fottutamente difficile…

Eppure Chris e gli Audioslave ci sono riusciti a farmi capire quanto sia importante essere se stessi.

Certo, non dimentico le altre canzoni, gli album fatti. Anche quelli ho ascoltato e riascolto con piacere e passione. Ma con Chris mi sento riconoscente. Mi ha dato la chiave di svolta.

Non sono arrabbiato con la sua morte. Purtroppo puoi essere bravo quanto vuoi, e puoi avere tutti i soldi che vuoi. Ma se il demone della depressione ti perseguita, è difficile affrontarlo, soprattutto se ti senti inadeguato. A furia di combattere, prima o poi ti stanchi. Perché puoi combattere per gli altri, ma devi anche combattere per te stesso se vuoi resistere. Perciò lo capisco. Un artista molto altruista che non augurava al suo pubblico quello che lui aveva passato.

Mi mancherai, Chris. Veramente.

Avrei voluto fermarmi ieri, e stare chiuso in casa ad ascoltare le tue canzoni, la tua voce, i tuoi cd (ho anche una musicassetta dei Soundgarden), e magari provare a scrivere un racconto.

Ma poi ho preferito uscire, andare a fare il fotografo (ieri avevo una sessione fotografica), ed essere semplicemente me stesso. Tanto le tue canzoni le ritrovo sempre allo stesso posto. Troverò sempre un momento per riascoltarti.

Mi mancherà vederti sul palco. Perché di voci energiche come la tua ne ho ascoltate pochissime…

Grazie, Chris, per quello che mi hai dato…

 

Aurélien Facente, maggio 2017

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