Fotografando: Scenari d’Aprile presenta Contemporanea 17.3.2017

 

Molti mi domandano perché ci metto un po’ a scrivere di determinati argomenti, soprattutto quando si tratta di arte e cultura. Beh, in verità si tratta della mia doppia identità fotografa e scrittrice che ha bisogno di un po’ di tempo per incamerare tutto. Se poi ci aggiungi qualche capriccio della vita e del computer, ecco che poi diventa necessario prendersi del tempo.

Ho voluto prendermi un po’ di tempo per respirare, così come ho fatto quel 17 marzo tra le mura della Sala Margherita, ubicata nel centro storico di Crotone, a due passi dal Duomo.

Son partito con l’obiettivo di divertirmi, di fare qualcosina di diverso. Macchina fotografica e cavalletto. Backstage dell’evento. Fotografia. Via. Tra strumenti, montaggio audio, telecamere che iniziavano a circolare. Insomma un insieme di situazioni che ho preso un po’ con leggerezza perché volevo divertirmi. In effetti, è uscito un buon album fotografico che potete trovare tranquillamente sulla mia pagina pubblica Facebook.

 

Ma tra uno scatto e l’altro mi godo l’arte della brava Maria Rosaria Cozza, giovane artista a cui auguro maggiormente di avere continuità perché le sue opere sono interessanti, e mi auguro di rivederla anche in altri contesti. Di tutto quello che ho visto non posso dire di avere delle preferenze in particolare, ma di aver avuto il desiderio di vederne qualcuna in più sì. Per ingannare l’attesa magari, o meglio perché m’incuriosisce la sua costruzione artistica e verificare se arriva anche a lavorare di semplicità. Ma queste sono cose che si possono vedere con il tempo. Che paroloni! Insomma, Maria Rosaria Cozza è una bella scoperta, perciò mi auguro di vederla ancora per apprezzare e incoraggiare meglio la sua arte, di cui ho notato già dei contenuti visivi molto belli, tanto da richiamarmi alla memoria un qualcosina del grande Dave McKean (l’opera dedicata ai tarocchi realizzata da Maria Rosaria, seppur diversa, fa parte del genere) ma con una visione tutta femminile che non guasta proprio.

 

La Calabria ha bisogno di arte come il pane, ma… Meglio non allargare il discorso, altrimenti si esce fuori rotta.

Poi momento di pausa.

 

 

Concerto dei Stella Diana. Nulla da dire musicalmente. Suoni potenti, e band con un ottimo feeling interno e anche un buon senso dello spettacolo. Anche loro meritano di essere rivisti e riascoltati.

Dal vivo, la musica dei Stella Diana rende eccome. Frutto di uno sviluppo a Napoli e dintorni dove comunque c’è un’identità contemporanea della musica, e il fatto di averli portati indica il gap che c’è tra una band che si affaccia in Italia, arrivando a suonare anche in posti anomali come la Sala Margherita di Crotone, e le band nostrane (tranne qualche eccezione) che si accontentano perché devono essere simpatiche e devono piacere. Meglio non innescare polemiche poiché si tocca un tasto dolente, ma lo spirito degli eventi di Contemporanea nasce proprio dall’idea di confronto.

 

 

Ora, l’amico Andrea Giuda mi ha chiesto di essere il più onesto possibile nella mia cronaca recensiva.

Si tratta del secondo appuntamento. Mi rendo conto dei sacrifici per quel che riguarda l’organizzazione, quindi i salti mortali che ne competono.

Purtroppo quest’appuntamento è arrivato a due mesi dal primo, quindi è come se fosse di nuovo un primo appuntamento. Ma resto fiducioso nel futuro.

Difetti? Beh, due ci sarebbero.

Ci voleva un artista espositore in più. Oppure della stessa artista qualche opera in più. Giusto per riempire i vuoti, il tempo, lo spazio. Non invadere, ma un qualche ritocco in più. Come nel primo appuntamento di due mesi fa. L’ideale sarebbe un binomio tra pittura e fotografia.

Certo, fuori la porta all’ingresso c’erano i gioielli realizzati da Michela Calabria (molto brava, anche se di gioielli non me ne intendo), posti su un tavolino in bella visione. E già questi sono stati un buon invito a fermarsi e a entrare. Perciò, insomma va bene…

Ma il vero difetto sta nella scelta del giorno, e parlo di Crotone. Venerdì sera non è proprio l’ideale. Troppi eventi in città frammentano la gente, quindi ci si trova in mezzo ad un evento in più che rischia di passare inosservato se non ci fosse stato un pubblico interessato. Perciò magari, se venerdì deve essere, si potrebbe anche allungare per il sabato.

Ma se deve essere un giorno solo, allora meglio non usare il venerdì.

Non è una questione di concorrenza o chissà che… Si tratta più che altro di un’amara riflessione che mi ha sollevato Contemporanea: cioè, me ne sono andato divertito, con la voglia di vedere migliorato quest’appuntamento, di cui ho l’onore di fotografarlo e di scriverci qualcosina… e poi mi rendo conto, e bastava fare due passi, di come la nostra città Crotone ha bisogno di più cultura e di molto meno protagonismo mediocre.

Sì, perché i protagonisti non mancano…

Ma c’è bisogno di contenuto, non di protagonismo. Ecco perché auguro a eventi come Contemporanea di crescere. Ci vediamo al prossimo appuntamento.

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