Conversando: Antonio Scerra (attivista M5S) intervista il blogger Aurélien Facente

img_0750-copia

 

È nato tutto per gioco. Sulla mia bacheca su FB posto una sfida. Chi mi pone tre domande, pubblico un’intervista sul mio blog personale. Il primo che mi ha risposto si è accontentato di giocare.

Il secondo, il noto crotoniate Antonio Scerra, prende per mano la sfida, e mi pone le fatidiche tre domande che così avrete modo di leggere attraverso una vera intervista al contrario (dovrebbe essere il blogger a fare le domande), e considero positivo il risultato del test.

Credo in un principio fondamentale del giornalismo vero: ossia che un bravo giornalista sa porre le domande, e soprattutto non ha paura di farlo. Oggi, porre delle domande al prossimo è uno dei primi buoni sintomi della libertà d’opinione.

Adesso vi lascio a quest’intervista fatta soltanto di tre domande. Buona lettura.

 

14590388_1736775856586374_8877382074767419797_n    Pensi che “Maledizione” di Pitagora possa a medio termine esaurirsi e quindi i Crotonesi avere un sussulto di Orgoglio e Agire per Migliorare la Città di Milone?

 

16831145_1446267065391948_8918102457844089314_n

   La “Maledizione” di Pitagora è una questione abbastanza noiosa. Doveva essere una leggenda urbana, ma purtroppo è il leit motiv di una città che fatica molto a costruirsi e a migliorare. Credo che oggi Crotone possa definirsi la perfetta città nichilista, e qui le colpe sono condivise da tutti, politici e cittadini, regnanti e sudditi. Dare la colpa alla “Maledizione” di Pitagora è solo un comodo capro espiatorio.

    Conosco e osservo i crotonesi da quando sono nato. La città è quello che i crotonesi esprimono. In fondo è una regola che vale per ogni posto del mondo. Pregi e difetti toccano tutti, me compreso. Il problema semmai è antropologico e culturale.

In un corto documentario diretto dal mio amico Severino Iuliano “Ah”, ebbi l’enorme piacere di esserne una voce narrante. Ho dichiarato che i crotonesi odiano loro stessi. Quando smetteranno di farlo, cresceranno. Fin quando ci si detesterà all’interno di un silenzio ipocrita, la città non avrà nessun orgoglio.

Non si tratta di una questione politica, ma di una semplice apertura al dialogo e a un principio di cooperazione e di rispetto dei ruoli. Il sottovalutare l’altro è una caratteristica comune che appartiene a tutti coloro che fanno i bulli.

Il Crotone è mentalità? Non credo. Si usa il passato per non parlare del presente, ma è il presente che devi affrontare se vuoi parlare di futuro. A Crotone non mi sono mancate alcune occasioni, ma per chissà quale motivo appena la macchina partiva, il motore s’inceppava a causa di qualche pistone difettoso. Un sussulto d’orgoglio potrebbe arrivare, ma solo quando la smetteremo di fare sempre le vittime e additare l’altro come causa dei nostri problemi.

Io in quest’anno solare 2017 festeggio il ventesimo compleanno del mio diabete. Mi faccio quattro punture al giorno d’insulina. Eppure non mi lamento. Non nascondo il mio male cronico, anzi lo uso come stimolo per dimostrare che nonostante tutto qualcosa di buono riesco a farla.

I crotonesi devono imparare ad allargare la loro mente, altrimenti saranno il trionfo della mediocrità. Quando smetteranno di mormorare per vedere l’altra faccia della medaglia, allora forse si libereranno della maledizione. Bisogna mettere in conto un’altra verità: Crotone esporta giovani verso altri lidi nazionali, e questi giovani che poi diventano adulti hanno spesso difficoltà emotive per tornare a casa. Questa è una cosa molto triste da dire, ma non si può negare.

Il comportamento di tali pseudo feudatari ha portato all’impoverimento globale del popolo in termini materiali e culturali, cosicché adesso sfoggiamo con stupido orgoglio una maglia nera ben meritata. E il bello è che i giovani che ci sono in città non sanno nemmeno che cosa vuol dire essere una maglia nera. Non l’accettano, ma non combattono. E questo perché gli ambienti famigliari si sono resi molto mediocri, tendenti verso il basso. Ci si fida più dello smartphone piuttosto che dell’amico. Ci si allontana dal difetto senza affrontarlo per preferire una leggerezza molto apparente.

Più che maledizione, questo è vero nichilismo consapevole. Il crotonese deve imparare a lavorare molto con se stesso e con gli altri, e soprattutto dimostrare di avere coraggio nelle scelte. Oggi, a parte qualche caso felice, vedo molta mediocrità culturale.

Crotone non è solo Pitagora o il pallone. Può essere ben altro, e lo sarà quando certi soggetti la smetteranno di giocare con la buona fede di chi vorrebbe farsi un buon curriculum per presentarsi meglio altrove.

Crotone è così per il momento. Si spera in meglio sempre, ma è sempre vero che a lavare la testa al ciuccio si spreca acqua e sapone.

 

14590388_1736775856586374_8877382074767419797_n   Pensi che i media locali “indirettamente ” siano complici del Degrado Politico e Sociale del Territorio Crotonese?

 

16831145_1446267065391948_8918102457844089314_n

   Direi proprio di sì, almeno con una responsabilità molto passiva. Ho praticato il giornalismo sia su carta stampata che su video. Non sono propriamente stato giornalista nel senso italiano del termine, perché figlio anche di una cultura francese che non si limita a raccontare il fatterello e basta. Il giornalista è un testimone di quello che accade, e dovrebbe essere concreto il suo impegno nell’avviare una riflessione nel lettore. Oggi i linguaggi sono molto cambiati, ma c’è fame di approfondimento. Me ne accorgo da alcuni commenti.

   Non mi va di criticare le scelte editoriali o politiche di una testata, ma quello che contesto il metodo un po’ troppo vittimista. In parte gli editori possono anche avere ragione, visto il contesto povero. Ma è anche vero che fanno ben poco per migliorarlo. Negli anni ci sono stati anche dei lampi di genio (qua mi potrei anche autocitare), ma puntualmente la creatività di taluni giovanotti crotonesi è stata sottovalutata e illusa in nome di chissà quale interesse poi.

Una testata si vende bene quando cura i contenuti, quando dimostra di essere coraggiosa, quando i giornalisti (o presunti tali) alzano il dito e ti pongono la domanda.

Nelle testate crotonesi manca un apparato critico, perché si ha paura di raccontare delle verità, sempre a causa di pseudo feudatari che poi si rivelano con il tempo essere i primi carnefici della loro cosiddetta dimensione mediocre.

Basta andare alle conferenze stampa dei politici. I cronisti non fanno domande. Portano a casa il servizio e basta. In un contesto del genere, non si chiama giornalismo, ma fare copia e incolla.

Tutto sommato, però, ci sono buoni professionisti. Ma è come se guidassero una Ferrari frenata al massimo.

Questo, nel lungo tempo, causa disaffezione tra i lettori e non costruisce nemmeno il pubblico del domani.

Alcune testate hanno chiuso i battenti, pur restando sul web. E le tivù locali perdono telespettatori. Puoi avere una media di 25000 spettatori in Calabria, ma nella stessa regione ci stanno altri due milioni d’abitanti/residenti e gran parte di essi non ti segue. Non dico di fare il pienone, ma almeno di smetterla di continuare ad accontentarti della mediocrità.

Devo confessare, però, che mi è stata molto utile l’esperienza del passato, e alcuni ricordi sono anche molto belli. Ma poi ho fatto i conti con una verità che non m’è piaciuta, e ho voluto distaccarmi dando provocatoriamente anche l’addio a quel mondo.

Credo che qui si abbia paura di farsi dei nemici (come se questi avessero il potere di Putin), e perciò s’accontentano.

Io, quando scrivevo, avevo per punto di riferimento un certo David Self, noto giornalista inglese. Mondadori pubblicò un suo libro di articoli: “London”. Si occupava di tutto, anche di recensire i ristoranti. Mi sarebbe piaciuto essere un po’ come lui. Sfrontato, cinico e soprattutto vero. Però quando vuoi scrivere di una band che si esibisce in un determinato locale, e poi ti senti dire che non va bene perché fai pubblicità a un bar (non è colpa mia se Crotone non ha dei music club o delle sale da concerto)… Beh, ti cadono un po’ le braccia perché sai che quell’articolo diversificherebbe di molto la testata, che a poco a poco si allontanerebbe dalla mediocrità altrui, e una onesta recensione critica(anche negativa) permetterebbe un po’ più di libertà e un po’ più di crescita per tutti, ma soprattutto la testata si garantirebbe abbastanza credibilità, che è l’elemento fondamentale per vendere giornali e/o acquisire pubblico.

 

14590388_1736775856586374_8877382074767419797_n   Pensi che Gli Abitanti di Crotone si siano accorti di una becera continuità Amministrativa al Comune di Crotone?

 

16831145_1446267065391948_8918102457844089314_n

Torniamo sempre a parlare di mediocrità popolare, che poi, di fatto, riflette anche una mediocrità politica. Ma la verità sta altrove. Non mi va di difendere, né di muovere accuse, sul sindaco Ugo e sul consiglio comunale che si è insediato l’estate scorsa. Ho la chiara impressione che lui stesso si trovi in difficoltà per causa di un ente handicappato a causa delle attuali legislature nazionali e regionali (senza contare quelle europee). E credo che lui lo sappia benissimo, così come il resto della giunta.

Nelle stesse condizioni devastanti si trovano anche molti sindaci in Italia, quindi credo che la priorità di uno che voglia essere un buon sindaco sia di mettere a posto poco alla volta, mattone per mattone, e soprattutto non sottraendosi alla verità dei fatti. Se riuscirà in quest’intento almeno sarà già diverso da chi c’era nell’amministrazione precedente. Però forse non basterà solo un mandato, anche per via di una crisi che colpisce da troppo tempo. L’inizio non è stato dei migliori, ma è risaputo che molti comuni sono vicinissimi al disastro. Basta guardare Roma, e già si capirà un po’ il mio ragionamento.

L’amministrazione PD è stata disastrosa a Crotone (altrimenti non avrebbe perso malamente). Ereditarne il Comune oggi è una sfida senza precedenti, e anche un altro vincitore si troverebbe in netta difficoltà. Ci sono tante, troppe, cose da mettere a posto. E farlo con bilanci risicati, portati avanti da amministrazioni che hanno pensato di smistare poltrone e poltroncine… Beh, francamente non mi sento di criticare adesso una nuova giunta che si trova come eredità tale pasticcio.

Maggioranza e opposizioni dovrebbero agire nel nome del buonsenso, e già questo basterebbe a salvare almeno la dignità di una città che va ripensata in toto. La campagna elettorale è terminata da un bel po’. Ora bisogna pensare alla città e basta. Alla gente non gliene importa di chi sta al comando o all’opposizione. Gli importa di vedere funzionare una città, e basta.

Ora come ora, alla luce della superficialità condotta dall’amministrazione PD degli ultimi dieci anni, sarebbe molto ingiusto criticare aspramente una neo amministrazione che, per quanto possa esprimere politicamente, purtroppo non possiede nessuna bacchetta magica, problema che hanno anche le altre realtà. Magari ne riparliamo tra un anno o due, quando qualcosa si riuscirà forse a vedere, e nello stesso tempo mi auguro altrettanto che le opposizioni siano vigili e piene di buonsenso. Crotone ha bisogno tanto di buonsenso.

L’unico augurio che posso fare a quest’amministrazione è che mi possa rendere orgoglioso di essere parte della comunità crotonese. E lo stesso augurio lo estendo anche alle opposizioni.

Poi alle prossime elezioni comunali, la matita ha sempre il suo perché sulla scheda elettorale.

 

FINE CONVERSAZIONE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...