Emarginazione (appunti dello scrittore)

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Sapete che cosa vuol dire essere emarginati? È peggio che essere soli. Vuol dire non riuscire a essere accettati per quel che si è. Oppure essere evitati o messi da parte. Questo è peggio dell’indifferenza. Io sono stato un emarginato. Non l’ho voluto. Mi hanno costretto a esserlo. Ho pianto. Ho sofferto. Ho versato il mio sangue. Gli altri non hanno conosciuto la mia emarginazione. Non sanno quanto mi hanno fatto male. Un male gratuito. Un male crudele. Un male che si riflette sulla tua persona. Un male che ti mangia. Un male che può diventare te. L’emarginazione porta alla diffidenza. Una diffidenza patologica. Compromette i rapporti con il prossimo. E con te stesso. Ti rende più pauroso. Piuttosto che coraggioso. Ti sentirai sempre male. Perciò io ho reagito. Ho voluto reagire. Pagando anche un prezzo. Ho avuto il coraggio di reagire. Per la prima volta, io sono contento. Contento di me stesso. Vorrei urlarlo al mondo. E un giorno lo farò.

 

Aurélien Facente, febbraio 2017 (scritto originariamente il 2 maggio 1997 su un vecchio diario)

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