Fotografando: Scenari d’Aprile presenta Contemporanea 12 gennaio 2017

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A volte basta poco per dire tanto. O forse è meglio riscrivere che a volte basta il giusto per raccontare tanto. È l’espressione migliore per carpire il significato del progetto curato da Scenari d’Aprile, un’associazione artistica crotonese, e capitanato da Andrea Giuda, che è riuscito a dare con una certa maturità un piccolo vero risultato.

La sua idea è stata tra le più semplici: prendiamo un posto e organizziamo qualcosa.

Ora, bisogna capire che Crotone è una realtà abbastanza anomala. Negli ultimi dieci anni, una certa politica ha letteralmente massacrato una certa voglia di fare arte e cultura. Ma a volte, tra le macerie possono uscire appuntamenti di tutto rispetto.

La verità è che Crotone si trova in un periodo storico molto complesso (sono trent’anni che la città sta cercando di cambiar pelle), eppure in questo strano fenomeno negativo, qualcuno propone un qualcosa.

Devo dire la verità. Un po’ scettico ero quando ho ascoltato il progetto di Scenari d’Aprile, anche perché la struttura scelta non era l’ideale. La Sala Margherita è una buona struttura comunale, ma il Comune (nelle precedenti amministrazioni) non ha mai voluto puntarci bene, e così succede che la struttura non vive e cade un po’ nel dimenticatoio.

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Ma le strutture storiche devono avere una funzionalità. L’équipe di Scenari d’Aprile ha forse trovato l’idea giusta. Una rassegna artistica con appuntamenti mensili dove il pubblico può saggiare moltissimo tra varie forme d’arte (musica, fotografia, pittura, teatro, ecc.) con serate create appositamente per offrire dei veri e propri assaggi, che forse in un’epoca storica come la nostra sono la soluzione ideale per riportare le persone a vivere l’arte in modo più costruttivo.

 

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Il menu del primo appuntamento ha previsto una piccola mostra pittorica di Alfredo Ruperti, che è stato la sorpresa visiva della serata. I suoi dipinti sono veri e propri viaggi che permettono al visitatore di liberarsi nella propria immaginazione. Quello che colpisce in Ruperti, oltre all’estro creativo, è una tecnica apparentemente semplice. Il tratto lo è, ma l’insieme è frutto di giorni e settimane di lavoro per rendere il tutto armonico. Una bella sorpresa visiva che non ho osato fotografare in dettaglio, ma perché i dipinti vanno visti e gustati dal vivo.

 

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Poi il menu prevedeva una serie di foto curata da Ciclofficina TR22o, un altro progetto originale incentrato tutto sull’uso benefico della bicicletta. Scatti semplici allestiti con tre biciclette appoggiate al muro per vivere la dimensione di un mezzo senza tempo, e oggi sempre più necessario. Ti viene, infatti, la voglia di una bicicletta. Il tutto curato e allestito semplicità.

 

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E infine il pezzo forte del menu di stasera, il concerto del gruppo elettronico degli Academy, un progetto musicale che non avevo mai sentito (ormai siete in tanti a fare musica, e ci vuole tempo per scoprire)… Beh, che dire? Il pubblico era ipnotizzato, la musica era giusta, i tre della band hanno saputo tenere la scena tra chitarre, tastiere e computer. Li risentirò con più attenzione, ma riuscire a catturare l’attenzione e la partecipazione di un pubblico tendenzialmente locale in una parte del centro storico dove non s’è mai puntato a dovere… Beh, missione più che riuscita. E scritto dal sottoscritto che ha i gusti abbastanza difficili in fatto di music la dice lunga. Nulla da dire sulla performance, ma la sonorità è stata eccellente, così come il repertorio di brani che si adattava benissimo all’atmosfera del posto.

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Poi la serata è finita. Appuntamento al mese prossimo. Che cosa ne penso? Troppo presto per tirare un giudizio. Mi sono divertito abbastanza. Ci sono stati confronti soprattutto sereni, il che ti fa passare la serata in modo piacevole e costruttivo. Un modo per incontrarsi e costruire qualcosa.

Questo primo appuntamento va visto come un numero zero, ossia come un qualcosa che si può ripetere. L’idea della struttura è azzeccatissima, così come l’idea dell’appuntamento al mese. Ma quello che soprattutto è piaciuto è l’idea di sobrietà. Pochi artisti, meno mal di testa. Ce ne vorrebbero di più a dire il vero, ma è sempre meglio limitarsi. Gli spazi sono per tutti, ma alcuni bisogna meritarseli, e comunque finché la gente se ne va con il sorriso… beh, tutto sta andando per il meglio.

Per il momento posso dire che aspetto con ansia il prossimo appuntamento curato da Scenari d’Aprile il mese prossimo, dove entrerà in scena proprio uno degli ideatori della rassegna, Andrea Giuda, che fa nella vita l’attore e userà come palcoscenico la Sala Margherita. Chi accompagnerà la performance teatrale? Nel mese di febbraio lo scoprirò…

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