2017, sei appena nato (appunti dello scrittore)

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Un’ora d’attesa. Mi trovo da solo, chiuso nella mia stanza.

2017 è appena nato.

Strappo le pagine di vecchi quaderni, buttando e bruciando una parte della mia vita.

La verità è che ho gettato via progetti e idee che non mi servivano.

Rileggo un po’ di frasi, di appunti. Ma non serve. Via.

Mentre i fuochi d’artificio infiammano una lunga notte d’inverno, io cerco di capire un po’ me stesso. Gli auguri a casa, intanto, li ho già fatti.

Dopo la mezzanotte di Capodanno, mi capita di star da solo nella mia stanza, circondato da libri, fumetti, e vecchi quaderni.

2017, sei appena nato.

Hai spazzato via un pesante 2016, che poi per me è stato un anno molto utile. Chi ti scrive è un uomo che ha finalmente accettato ciò che la vita gli ha destinato.

In pochi minuti, faccio il mio bilancio personale.

Oggi non ho rimpianti.

Ho fatto il mio possibile, e mi sono goduto un 2016 molto utile.

Per altri non è stato così, e per altri ancora non ci sarà la possibilità di vedere l’alba del 2017.

Alla fine, succede ogni anno.

Tante cose si possono dire, e molti pensano di dire la cosa giusta.

E molti sono convinti della propria verità, scrivendolo sui social.

Ognuno con la propria opinione, ognuno con il proprio pensiero, ognuno con la propria maschera.

Nel 2016, appena terminato, ho voluto reimparare a sorridere, a vivere, a cercare di essere positivo.

Avrò anche fatto degli sbagli, ma va bene così.

Non ho chiesto di essere perfetto.

L’obiettivo da raggiungere era di poter ammettere a me stesso che sto bene con me stesso, il che è qualcosa di non spiegabile in poche righe scritte.

Mi guardo allo specchio.

Saltano agli occhi i miei primi capelli bianchi.

Li guardo con un certo orgoglio, caro 2017.

Ora sono pronto a ricominciare.

Mi guardo e sorrido.

So d’essere apparso come un fottuto egoista, ma nel 2016 ho voluto praticare un percorso solitario fatto di emozioni nutrienti.

Avevo un bisogno maniacale di apprezzare quello che avevo con me e quello che c’era dentro di me.

Dovevo vedere i miei primi capelli bianchi, e immaginarli come un trofeo da esibire, senza neanche dare spiegazioni, ma mostrarmi con il viso verso l’alto, e dire semmai: “Io sono vivo e sono felice di esserlo.”

Sì, 2017, sono fiero di essere me stesso.

Affronterò nuove prove, ci saranno nuovi problemi, ci sarà da scrivere e da fotografare, ma ci sarà anche da vivere.

La violenza dei fuochi rallenta.

Posso uscire.

Porto con me la macchina fotografica.

È la prima volta che accade.

Cioè, non l’ho mai portata dietro di me la notte di Capodanno.

È la prima volta che accade.

Voglio fotografarmi con gli amici che incontrerò, voglio ridere, voglio scherzare, voglio vivere, e per una buona volta non voglio domandarmi che cosa combinerò domani, perché tanto il domani lo affronterò ugualmente.

Benvenuto 2017.

Sei un nuovo anno da vivere, scrivere, fotografare e chissà che cosa riserverai.

Scendo in strada.

Guardo il cielo.

Ci sono le stelle.

Un cielo limpido.

Fa freddo.

Non importa.

Adesso ho solo voglia di vivere.

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