Cicatrici (appunti dello scrittore)

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Segni di sopravvivenza di una vita vissuta si riflettono sul mio volto, un viso che nel suo silenzio osserva le cicatrici inevitabili del tempo, un tempo che racchiude tutta la mia storia. Non amo guardarmi perché a volte ho paura, ma non di quello che sono. So di non essere l’uomo più bello del mondo, ma so di avere un’anima. Ora dopo tanto tempo capisco perché molte persone mi hanno dato addosso con tanti pregiudizi, senza neanche conoscermi tra l’altro. Io credo che davanti ad uno specchio molti non amano guardarsi, Certo, c’è una routine da rispettare. Il pettine, il gel, un lavaggio di viso. Per molti versi ognuno di noi ha un’abitudine davanti ad uno specchio… ma quanti realmente si vedono per quello che sono?

Io mi sono visto. Ormai mi conosco. Mi accetto, e dopo un accenno di dubbio sorrido. Sorrido per le mie cicatrici indelebili del tempo, perché con essere ho imparato a vivere. Quelle cicatrici sono i segni della mia storia, della mia anima che ha scelto di vivere. Molti hanno usato il pregiudizio perché loro hanno paura della vita, quella stessa vita che è un dono, un’occasione unica.

Io sarò forse strano, ma a differenza di voi ho aperto il cuore a me stesso. E per farlo dovevo guardare con attenzione le mie cicatrici. Alcuni di voi non capiranno, o meglio non vorranno capirmi. Non cerco comprensione, soprattutto a chi non me l’ha mai concessa.

Io sono io, e resterò io, e per fortuna io sono io. E voi?

 

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