Fotografando: Cotton Mary (23 dicembre 2016)

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Fotografare concerti live nei bar durante le vacanze di Natale non è l’ideale, soprattutto in una città di provincia come Crotone. Perché a Natale, si sa, molti concittadini emigrati tornano a casa, dalla famiglia, e poi magari escono e si riuniscono con gli amici. Quindi l’abituale volumetria di clienti di un locale aumenta vertiginosamente.

Per un fotografo qualsiasi potrebbe essere un ostacolo non indifferente, perciò è importante studiare e acquisire esperienza.

Ma chi me l’ha fatta fare? Beh, da parte mia c’era molta curiosità nell’ascoltare il progetto dei Cotton Mary, fatto di r n’b, soul, funky. La band formata da sei elementi crotonesi non si esibiva nel progetto da molto tempo (anni), e non ne avevo mai sentito parlare perché la band si esibì verso la fine degli anni 90’, in un periodo in cui non mi trovavo a Crotone.

 

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Nei giorni scorsi, pur conoscendo personalmente ognuno dei membri della band, mi sono imbattuto nel nome dei Cotton Mary con racconti di ricordi che non ho vissuto e che mi davano l’impressione di ascoltare qualche leggenda metropolitana. Nulla di negativo, per carità. Il ricordo, però, è qualcosa di strettamente personale, e in qualche modo per comprenderlo bene bisogna avere avuto la fortuna d’averlo vissuto.

Bei tempi gli anni 90’.

Comunque siamo nella notte del 23 dicembre 2016, e vedrò e ascolterò per la prima volta questo progetto. Una band di sei soggetti (Samuele, Giancarlo, Davide, Massimo, Gianni, Sandro) con ognuno possedente un background musicale notevole. Oggi li definirei tranquillamente “pionieri contemporanei” perché ho avuto modo di vederli, ascoltarli e fotografarli in altri progetti.

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   Però una “reunion” ha sempre un sapore speciale, unico, dolce, sincero.

Come un romanzo da riscrivere, o forse più da continuare.

Nel 1998 era un’altra epoca, un’altra energia, si era ben altre persone. Dopo quasi vent’anni ritrovarsi è speciale.

Crescere. È una parola questa che molti fanno finta di non capire o sottovalutano. Il crescere è qualcosa che va oltre la fisicità. Il crescere è svegliarsi giorno dopo giorno e fare le proprie scelte, e in queste rientrano anche gli aspetti negativi. La parola crescere è la chiave per capire la vita. L’arte, in generale, è spesso fondata su questa parola. E la musica è la più sincera delle testimonianze.

 

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Oggi, vedendo i movimenti della band e vedendo gli sguardi che si scambiano, mi rendo conto del loro spirito, del loro ritrovarsi, e del suonare all’interno di una sala piena, dove io stesso faccio fatica a muovermi, a trovare la posizione giusta, quindi ad avere i ritmi adeguati. Anche perché la musica ti prende, e vorresti dare il meglio di te. Ma non puoi stare troppo in mezzo al pubblico, rischiando di dare fastidio.

La tolleranza c’è, per carità. Ma non devi mai abusarne.

Oggi per me è una sfida vera e propria. Un concerto dall’atmosfera intima per via di luci basse. Per mia fortuna sono un notturno. Conosco la notte, e conosco le sue luci. Non avrò la precisione, ma avrò il movimento che racconterà questa storia. Una storia fatta di ritmo, di energia, di prendere gusto a suonar musica e a farla ascoltare. Do il meglio quando mi diverto, e do il meglio anche quando mi trovo in difficoltà.

 

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   Io sono felice per il consenso di questa sera, e sono felice per il Columbus Bar che ha lavorato, e sono felice dei sorrisi che ho visto. Ma sono anche felice per aver ascoltato la voce soul di Samuele, la batteria di Davide, il sax di Giancarlo, il piano di Massimo, il basso di Sandro, la chitarra di Gianni. Non li avevo mai ascoltati insieme, e oggi ne ho avuto l’occasione, e sono contento.

Il concerto termina. Loro smontano. Io poso la mia Canon, e rientro a casa, a scrivere questo mio articolo e a lavorare sugli scatti da pubblicare. Dovrei dormire. Sono le 5.41 del mattino. Ormai è la Vigilia di Natale a Crotone. Aspetto l’alba, ma intanto ho un’altra bella esperienza da incamerare, altre fotografie da lavorare, ma soprattutto una buona storia da raccontare.

 

I Cotton Mary sono formati da:

Samuele Comite (Voce)

Giancarlo Cuomo (Sax e seconda voce)

Gianni Ciampà (Chitarra)

Davide Calabretta (Batteria)

Massimo Covelli (Piano)

Sandro Cretella (Basso)

 

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