Avengers Prime di Brian Micheal Bendis e Alan Davis (Una lettura)

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Aria di fantasy allo stato puro in questa miniserie con protagonisti i tre pilastri degli Avengers: Captain America in versione Steve Rogers, Thor, e Iron Man.

Poiché siamo nel periodo natalizio, ti viene voglia di leggere una miniserie del genere.

Vi dico la verità. Ho letto cose migliori di Brian Micheal Bendis. Il plot è molto sbrigativo. Fosse stata una miniserie di qualche altro numero in più avrebbe funzionato meglio. Il problema di Bendis è che, essendo uno scrittore di punta della Marvel, si trova a dover sfornare storie di continuo, e come buon essere umano ogni tanto rischia di calare il ritmo e di accontentarsi. Non si tratta di una brutta storia, anche perché delle idee ci sono eccome. Steve Rogers che mette a frutto il suo fascino con una bella presenza, Iron Man con l’armatura danneggiata che non può fare il playboy, il mondo fantasy che Bendis è riuscito a costruire, Thor delude un po’ a dire il vero…

Ma i comics sono prima di tutto un gioco di squadra. Perché il disegnatore Alan Davis è al massimo della sua forma. Non è nuovo al genere fantasy (anche se ha disegnato in prevalenza supereroi, in verità ha lavorato con autori che ne hanno esaltato il lato fantasy), e che quasi mai sbaglia un colpo.

Cioè che si può dire di Alan Davis? Ti sa disegnare gli eroi in costume,  ti sa disegnare i mostri in modo buffo e anche in modo inquietante, e poi ti rende sexy ogni donna che passa, anche la più strana. Stiamo parlando di un tipo che ha lavorato con i più grandi autori del fumetto tra i quali Chris Claremont e Mike W. Barr. Ha dimostrato anche di essere un autore completo, scrivendo storie molto sorprendenti. Se non ci fosse Alan Davis, questa miniserie non avrebbe un perché. E vuol dire tanto, perché conferma che il lavoro di squadra, se fatto bene, porta a volte a risultati inaspettatamente positivi.

Ho comprato il volume solo per Alan Davis e basta. La storia non mi convinceva (i gusti sono gusti, ma ammiro Bendis su altri generi e altri eroi), e però l’ho letta, e riletta. Mi sono divertito, ma solo per addolcirmi l’atmosfera natalizia.

Anzi, questo volume può essere un bel regalo, in effetti. Lo potete regalare alla vostra nuova partner, cercandole di farle capire perché leggere fumetti è bello. Lo potete regalare al figlio di qualche vostro amico per avvicinarlo ai fumetti, senza incappare nelle ire di qualche madre sospettosa. Cioè, è il classico bel fumetto per ogni situazione.

A parte gli scherzi, Avengers Prime merita di stare nella mia collezione. Perché è una storia scanzonata, è una storia che parla di amicizia e di rispetto, è una storia che riesce a renderti sexy anche quella cattivona di Hela, ed è una storia che per leggerezza è servita anche al sottoscritto. Quindi non tutto è da buttare, anzi… c’è da valorizzare.

Non bisogna leggere un fumetto una volta sola e basta. Ha bisogno di un’altra rilettura per essere gustato meglio.

Il vero peccato di questa miniserie troppo breve è che si trova incastonata nella continuity Marvel post Civil War, quindi per alcuni passaggi potrebbe essere un po’ fastidiosa per chi cerca una semplice avventura classica da anni 80’ . Resta pur sempre un buon momento di svago, ma il vero asso resta il disegnatore Alan Davis. Nel suo tratto c’è tutto l’amore che ha dato alla professione in tutti questi anni.

Grazie, Alan. Grazie di esistere, per le emozioni che ci hai dato, e per le tante belle donne che hai disegnato.

 

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