Punisher: Born di Garth Ennis e Darick Robertson (Una lettura)

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Sono un accanito lettore di fumetti. Non manca mai sul mio comodino un albo che leggo prima di andare a dormire. Il mondo del fumetto mi ha dato tanto, e continuerà a darmi tanto.

Ho deciso di dedicare uno spazio al fumetto al mio blog personale non tanto per scrivere recensioni, ma per dire che c’è un fumetto valido che va letto e che magari m’ispira a carpire quel coraggio necessario e/o prendere esempio per sviluppare al meglio i miei orizzonti.

Stasera voglio parlare di un libro che mi ha impressionato tantissimo. Una miniserie di Garth Ennis (scrittore) e Darick Robertson (disegnatore) pubblicata dalla Marvel e dedicata ad un personaggio estremo, ma molto vicino alla visione di un mondo cattivo, tanto che ci si muove molto bene. Parlo del giustiziere Frank Castle alias Punisher, in Italia conosciuto come Punitore.

Di storie del Punitore ne ho lette sin dall’adolescenza, ma l’arrivo di Garth Ennis ne ha cambiato definitivamente i connotati, pur restando fedele allo spirito del personaggio, un uomo deciso a giustiziare tutti i criminali della terra.

Partito con un plot simile al Giustiziere della Notte nelle storie di Spider-Man, il Punitore ha avuto nella sua carriera fumettistica alti livelli di arte, ma accompagnati anche da visioni piuttosto mediocri. Regole di mercato, ma non sempre i cambiamenti portano bene. La verità è che bisogna essere specialisti di un genere per portare avanti le storie di un personaggio come il Punitore.

Garth Ennis rientra tra questi, e non è un caso che il suo Punitore continua ad avere ristampe.

Mi è capitata “Born”, e devo dire di essere rimasto piuttosto sorpreso. Andiamo alle origini del personaggio, sistemando un elemento che porta a nuove evoluzioni. Frank Castle è stato conosciuto nei fumetti come un eroe della sporca guerra del Vietnam, ma l’unico autore che è riuscito a farci vedere la guerra attraverso gli occhi di Frank è proprio Garth Ennis.

Poteva essere l’ennesima storia ambientata in Vietnam, con un Frank Castle che poteva scimmiottare Rambo o Chuck Norris, oppure prendere strade già prese da altri registi come Kubrick o Francis Ford Coppola. Non ci sarebbe stato nulla di male, anche perché parliamo di opere cinematografiche che hanno avuto un impatto nell’immaginario collettivo degli spettatori contemporanei.

Qui Garth Ennis spiega perché il Punitore è un assassino spietato che non teme di arrivare sino in fondo, e di andare ben oltre. La guerra sporca del Vietnam è lo scenario ideale, perché chi l’ha combattuta ed è sopravvissuto dentro di sé, tolto l’amore per la patria USA, non si è mai sentito sereno nel raccontarla, né nel riviverla. Il comandante Kurtz di “Apocalypse Now” la spiega benissimo nello splendido monologo interpretato da Marlon Brando. Bene, il Punisher di Born è la realizzazione dell’orrore narrato da Marlon Brando. Qualcosa che va molto oltre, e non è spiegabile a parole. Ovviamente il testo di Garth Ennis è realizzato per una storia fittizia di un personaggio a fumetti, ma l’interrogativo che potrebbe porsi un lettore attento è sull’orrore che un essere umano mandato in guerra è costretto a vivere. E se poi fosse l’essere umano a cercare l’orrore, a volerlo dentro di sé per giustificare quella volontà di essere un predatore?

Non è dato saperlo, ma è inevitabile che la cosa faccia riflettere e molto anche, poiché viviamo in un mondo dove è facile fare la morale e tendere il dito contro qualcuno che non è convenzionale ai nostri occhi e alla nostra educazione. Chi di noi non ha mai giudicato una persona dalla semplice apparenza? Chi di noi riesce a scegliere la strada migliore in una situazione estrema dove il nemico ci punta una pistola alla tempia?

Ci sarebbe da parlare dei disegni di Darick Robertson e delle chine di Tom Palmer (molto attivo in passato nelle testate classiche della Marvel), ma si tratta di artisti che svolgono nella loro funzione di tradurre in immagini il testo di un Garth Ennis ispirato al meglio.

L’ho letto e riletto almeno due volte. Si tratta di un’opera d’arte che narra di verità e che t’insegna che non bisogna mai fermarsi alla semplice apparenza. In effetti, in ogni guerra i soldati devono imparare a guardare sempre oltre l’apparenza se vogliono pensare di sopravvivere e tornare a casa, sempre che non decidano di andare in guerra per soddisfare la propria voglia di orrore.

 

“Punisher: Born” di Garth Ennis e Darick Robertson è disponibile nel catalogo Panini Comics

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