Fotografando: Concerto degli Yellows (10 dicembre 2016)

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Sabato sera. Non è il miglior giorno per fotografare un concerto, soprattutto al freddo e in mezzo alla strada. Ma le commissioni vanno rispettate. Stasera mi tocca fotografare gli Yellows, una band formata da quattro bravi uomini di Crotone. Non è la prima volta che la mia macchina fotografica li immortala. Non nascondo che all’inizio avrei anche declinato. Gli Yellows sono una band molto richiesta in città, e in fondo se lo meritano. Sanno condurre un live, hanno un repertorio che cambia a seconda delle esigenze, e francamente meriterebbero anche qualche palco più importante. Sono amici e sono puliti.

 

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Solo parole lodevoli per loro.

La verità è che non mi piacciono le stesse scenografie, e poi il pubblico del sabato, si sa, rischia di essere molto particolare. Ma quando m’immergo nel ruolo, il resto non esiste.

Per fortuna, ritengo di avere uno spirito artistico abbastanza spinto. Adoro superare me stesso.

 

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La scenografia non è delle migliori. La scelta di suonare dentro una piccola strada tra l’ArteFritto e il bar Columbus (promotori della serata) non è l’ideale per qualsiasi macchina fotografica. Le luci urbane di Crotone sono fastidiose. Si dice che il rosso è un vero problema per la fotografia perché si tratta di un colore che mangia gli altri colori. Le luci di Crotone sono di un giallo, quasi arancione, che pongono lo stesso problema. Ma la verità è che quel vicolo non è mai stato pensato per ospitare un concerto.

La soluzione è il classico bianco e nero.

Non sempre è la scelta migliore, ma a colori la vedo piuttosto complicata. A me non interessa fare la band bella, ma entrare in stretto contatto con l’energia del live. Io stesso devo godere di quell’energia, perché una connessione naturale con la musica permette a me, fotografo, di avere un piacere nel voler osare a fare arte.

 

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La musica inizia. La macchina è pronta. Ho la fortuna di avere uno spazio tutto per me e di muovermi come meglio credo.

Il concerto ci mette un po’ a carburare. Vuoi per il freddo, vuoi per la location atipica, vuoi perché il sabato sera di solito è ricco anche di altre iniziative. Ma Marco (il cantante) e gli altri non si arrendono. Fanno musica perché la amano, e poi pian piano la gente si avvicinerà.

Per un attimo penso che forse anch’io sono una delle cause, perché come fotografo mi piace muovermi e forse posso dare fastidio, ma per me è il miglior modo di vivere l’energia del concerto, e poi mi sono abituato a essere rapido e discreto.

La musica va avanti, la gente si avvicina, e alla fine mi fermo. È giusto togliersi dalle scatole. La band ha bisogno di sentire di più il contatto con il suo pubblico. E anch’io mi fermo ad ascoltare.

La serata termina molto bene. Il fotografo torna a casa con materiale interessante, un’altra storia da raccontare attraverso la fotografia, e soprattutto un’altra testimonianza di come gli Yellows abbiano a cuore la musica. La prossima volta, però, voglio i giubbotti colorati di giallo.

 

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Per vedere le altre foto di questo concerto cliccate semplicemente su The Yellows 10.12.2016

Per saperne di più sugli Yellows cliccate sulla loro pagina Facebook The Yellows

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