Fabio Cinque – #ComeSeNonCIFosseUnDomani (Il cuore di un uomo, l’anima di un musicista)

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Voglio confessarlo. Mi sono preso un bel po’ di tempo prima di ascoltare il primo cd solista di Fabio Cinque. L’ho ascoltato un po’ live grazie alle due date estive, poi ho avuto il cd, e mi sono messo ad ascoltarlo nello scorso mese di settembre, mentre le energie estive stavano calando.

Avrei dovuto ascoltarlo prima, ma conosco Fabio come uomo, come musicista, come artista. Il coinvolgimento è troppo profondo per avere un’opinione schietta e distaccata. Ho fatto passare del tempo perché volevo sorprendermi, volevo gustarmelo fino in fondo, volevo darmi la possibilità di poter scrivere a Fabio: “Bravo, continua così.”

Perché io, personalmente, ho conosciuto Fabio nel suo momento più buio, in un momento dove lui stesso aveva bisogno di trovare una sua strada. Ho avuto modo di verificare quelle che erano le fragilità di un uomo che cercava un qualche modo di ricominciare. Una fase molto delicata, dove la solitudine gioca un ruolo molto cruciale. E deve esserci la solitudine. Per uscirne, devi prima capire che puoi vivere, e che questo vivere non è fatto di materia, ma di pura energia. Ho visto le sue lacrime, ma ho visto anche la sua rabbia. Aveva tanta voglia di fare, tanto da dimostrare. Dovevamo realizzare un videoclip che poi non è stato fatto, a parte qualche prova video dove io stesso mi rendevo conto che la sua fase di cambiamento era soltanto all’inizio. Rabbia e lacrime non fanno bene alla creatività. Sono emozioni che si prendono a pugni, e si dimentica spesso che si tratta di semplici momenti umani. Non c’è da vergognarsi nel cadere, e magari anche di toccare l’abisso. Ma c’è un momento in cui devi rialzarti, e in questo caso era Fabio che doveva e voleva farlo, attuando una metamorfosi che passa necessariamente dal dolore di un’anima.

Nell’abisso devi trovare la luce. E Fabio doveva solo rendersi conto delle sue luci. La rabbia ti rende cieco e sordo. Più le ferite sono profonde, più ci vuole tempo per risalire e rinascere. Io so che cosa vuol dire. E so anche che non tutti capiscono che il percorso di risalita è qualcosa che va fatto da solo, passando anche dagli errori. Appena ho verificato il suo male, ho semplicemente assecondato il suo percorso solitario. Quel mancato videoclip doveva restare “mancato”, perché non era il Fabio Cinque che volevo dirigere. C’era troppa fretta di uscire, e la cosa non andava bene. Ho il dono di fotografare bene le situazioni, perciò ho chiuso la questione senza chiedere nulla in cambio. La strada che doveva percorrere Fabio era una strada solitaria, fatta di ostacoli, di lacrime, ma anche di riprendere il gusto di sorridere. Ma era una strada dove prima o poi ci sarebbe stata qualche mano cui lui stesso si sarebbe aggrappato, e da lì in poi la risalita. Perché quando cadi, devi avere il coraggio di imparare a rialzarti.

Passa del tempo. Esce il primo videoclip. “Ricadi”. Il titolo è importante. Perché nell’ascolto della canzone, Fabio accetta di raccontare se stesso. E accetta soprattutto la sua umanità, fatta di pregi e difetti. Ma soprattutto accetta di raccontare la sua anima. Ascolto la canzone, e sorrido. Mi guardo il video, ma preferisco aspettare. Mi tengo lontano, silenzioso. Però nello stesso tempo, sono fiducioso. Fabio ha urlato. Ha detto basta. E sta risalendo.

Di impressioni scettiche del suo lavoro e della sua scelta di vita ne ho raccolte nelle settimane che precedevano l’uscita di #ComeSeNonCIFosseUnDomani, ma io restavo fiducioso sul ritrovamento della sua energia e della fase metamorfica che il suo essere musicista stava compiendo. Perché ero sicuro che Fabio avrebbe trovato la chiave per uscire.

Poi il cd è stato pubblicato, e qui Fabio doveva fare il suo percorso, gestirsela un bel po’ da solo. Se non altro perché era necessario che lo dimostrasse a se stesso di poter percorrere tranquillamente la strada scelta.

E alla fine il cd è arrivato nella mia mano. Ho atteso settembre per aprirlo e ascoltarlo. Un po’ tardi. Lo so. Non l’ho fatto per rabbia o per rancore o per superficialità. L’ho fatto perché conosco l’uomo Fabio Cinque, e mi sono detto che se devo ascoltarlo lo devo fare con grande piacere e soprattutto con il cuore.

Il lavoro in tutto e per tutto è una piacevolissima sorpresa. Un lavoro molto personale, ma che si ascolta volentieri. Alla fine del primo ascolto, avrei voluto ascoltare qualche altro brano. Il che vuol dire che già i nove pezzi che compongono il cd son tutt’altro che superficiali. Esecuzioni strumentali costruite con naturalezza, accompagnate da testi che ti permettono di spaziare con la fantasia. C’è anche l’amore per la Calabria, terra dove ha scelto di vivere con la sua famiglia, che alla fine è il vero tesoro che gli ha permesso di maturare ed essere l’uomo di noi tutti vogliamo l’amicizia. Ci sono tutte le emozioni di Fabio racchiuse nel cd, le emozioni che lui vuole trasmettere eseguendo un po’ di buona musica rock con impronte calabresi che, però, racchiudono anche la sua esperienze precedenti. Però c’è una canzone che mi ha fatto tenerezza. “Nuvole” s’intitola. Quando l’ho ascoltato ho sorriso. Perché è la conferma che Fabio finalmente ha trovato la chiave per uscire, e credo che sia la cosa più importante. E la testimonianza definitiva diventa questo suo disco dove con franchezza si respira la voglia di rinascere, di esserci, di sorridere alla vita nonostante le difficoltà del quotidiano.

   #ComeSeNonCIFosseUnDomani è accompagnato anche da altri musicisti che ci hanno messo sentimento, passione, lavoro. È un lavoro lontano dagli standard che si ascoltano oggi, e molti lo potrebbero vedere come un difetto. Invece si tratta di un lavoro tremendamente vero, ed è questo il suo miglior pregio. È un lavoro che va ascoltato più volte perché la voce di Fabio non è tipicamente italiana, e all’inizio può sembrare strana. Ma quella stessa voce pian piano ti prende dentro. Perché alla fine del primo ascolto, hai ancora voglia di risentirlo, di farlo tuo, di farti un viaggio in macchina con una voce che canta, ma che nello stesso tempo ti racconta quello che forse hai perso di vista. E, detto fra noi, è proprio il lavoro musicale che volevo ascoltare. Lo dico da amico, ma lo ribadisco anche da autore che ha bisogno di ascoltare il positivo.

Fabio, tanti auguri per questo lavoro e tanti auguri per aver trovato la strada che cercavi. Aspetto di vedere che cosa sforni, e se magari… chissà… un videoclip semplice, semplice… No, chiedo troppo. Ma continua a stupirmi, per favore.

Comunque scoprite Fabio Cinque e la sua musica. Vi assicuro che ne vale la pena.

 

Scoprite la pagina pubblica Facebook di Fabio Cinque su http://www.facebook.com/fabulouscinque/

Per vedere il video “Ricadi” clicca su Ricadi

Per vedere il video “La Strada (che ho) vai su La Strada (che ho)

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