Ah (Un film di Severino Iuliano)

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Nutro delle difficoltà a scrivere di un lavoro altrui, soprattutto quando c’è anche il mio contributo. Ma non posso esimermi dal non farlo. Perché “Ah”, il film scritto e diretto da Severino Iuliano, è qualcosa che si deve vedere e soprattutto ascoltare.

Personalmente, è un film che io trovo a tratti geniale. Potrei parlare di stile e di tecnica, ma sarebbero discorsi “normali”. Potrei parlare del contenuto, ma poi mi troverei a “spoilerare” il film, ed è antipatico anticipare la trama.

“Ah” non è un film facile perché racconta la verità attraverso il silenzio, mostrando anche un boato. Il film analizza il fenomeno calcistico della serie A in una città contraddittoria come Crotone, ma non è un documentario, né un reportage. È qualcosa di più.

Ah è un racconto che si legge, e che ha il pregio di essere visto e ascoltato inoltre.

Conosco Severino da tanto tempo. L’ho visto diventare adulto. Lo conosco artisticamente e lo conosco come persona. Non posso che parlarne bene a livello umano. A livello artistico riesco spesso e volentieri ad avere degli scambi mai banali.

Quindi, è difficile ovviamente essere “severi” sinceramente.

Per me è stato strano vedere “Ah”. Mi fa un effetto strano, perché è come se mi mettesse a nudo sotto certi aspetti.

Nelle immagini del film ho visto momenti che io stesso ho vissuto, soprattutto nei luoghi dove è importante capire e vivere la solitudine per ascoltarne i dolci rumori. La Crotone che vedo nel film è quella che io vedo tutti i giorni. Una Crotone fatta di tante storie e di tanti particolari, una città dove esiste il calcio. Ma Crotone non è soltanto il calcio, e non deve esserlo.

Ho visto nascere il film, e ho visto Severino all’opera. Ecco perché per me è difficile essere “distaccato” nel giudizio. Perché poi, anche se con mezzi e storie diverse, è sorto un parallelismo tra Severino e il sottoscritto.

Mentre lui si accingeva a iniziare le riprese di Ah, io stavo pianificando il mio blog SatiriKRon, un lungo libro che ha l’ambizione di raccontare e capire la Crotone contemporanea. Ma un libro si deve scrivere, e ha bisogno di tempo per essere capito. Quindi, mentre il sottoscritto si accingeva a scrivere, Severino iniziava le sue riprese ed esplorava Crotone, diventando non solo regista e autore, ma calandosi anche nei panni del fotografo, punto di vista sempre sottovalutato dalla massa, ma mai dagli autori. Certe cose puoi scriverle benissimo, ma a volte devi farle vedere soltanto e basta. Oggi un autore deve essere poliedrico nei mezzi, perché la scrittura a volte non può bastare.

Il tempo passava, i giorni pure.

Mentre scrivevo SatiriKRon, continuavo a osservare i viaggi urbani di Severino, accompagnato da una serie di assistenti eccitatissimi.

Lo vedevo all’opera, e avevo dei flash di memoria sugli attimi notturni che avevo vissuto. Quindi, mi facevo travolgere dall’emozione. In quei pochi momenti dove ho visto Severino all’opera, mi veniva la voglia di scrivere e di dare spazio a quella personalità positiva che avevo lasciato da parte.

Poi è arrivato il momento dove poter vedere il film. L’ho visto prima della sua uscita, pronto al 98%. L’ho visto sorprendendomi della visione e dell’ascolto. Ci ho visto me stesso, ma soprattutto ho visto lo scrittore.

Lo scrittore contemporaneo. Non Severino o il sottoscritto. Ho visto proprio la figura dello scrittore contemporaneo che finalmente era sbarcato a Crotone. Un flash mentale, sotto certi aspetti. Ma rende l’idea sul fatto che forse non sono proprio la persona adatta a scrivere una recensione sul corto di Severino Iuliano.

Perché poi il parallelismo è strano. Perché mentre lui rifiniva il suo “Ah”, io stavo montando il mio corto “Pythagoras is dead?”, un lavoro del tutto diversissimo che condivide soltanto la città di Crotone e Pitagora. Perché Severino non dimentica Pitagora, ma questa è tutta un’altra storia.

Io ho visto crescere Severino. Ho avuto l’onore di presentare un suo libro. Severino mi ha anche aiutato in un momento difficilissimo della mia esistenza, dandomi una mano a reagire quando ne avevo bisogno. Insieme abbiamo realizzato l’invisibile “Je ne me cache pas”, un’esperienza diretta dove ho capito perché un autore ha il dovere di essere crudamente sincero con se stesso.

Perché un autore non deve aver paura di camminare a braccetto con la verità. In fondo, un autore scrive quello che conosce, e parte sempre da una verità.

Non dimentico la squadra di Ah, quella che ne ha permesso la produzione e la realizzazione. Mi sono permesso di prendere la foto di gruppo. Manca qualcuno in quella foto (maledetti impegni!), ma il suo appoggio e la sua competenza sono presenti nel film.

Rivedo quella foto con piacere.

Ci vedo la crescita di noi tutti che finalmente riusciamo a vedere la verità come una bella storia da raccontare.

In fondo è quello che deve fare un autore. Raccontare.

Magari così si risveglia anche qualche coscienza.

 

Per vedere “Ah” di Severino Iuliano basta cliccare qui su Ah (un film di Severino Iuliano)

Ho accennato anche al corto “Je ne me cache pas”. Per vederlo basta cliccare  su Je ne me cache pas (Io non mi nascondo)

Ho inoltre accennato ad un altro corto che troverete su Pythagoras is dead? 

Infine il blog che sto scrivendo e basta fare un clic sul link  che si trova qui su SatiriKRon

 

Un pensiero su “Ah (Un film di Severino Iuliano)

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