Aspettando Ulisse – Un viaggio curato da Maurizio Brescia e Antonio Gallina (presentazione)

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Ulisse. Un nome. Una leggenda. Un mito. Un uomo simbolo del viaggio, dell’avventura, della conoscenza. Su Ulisse tanto si è scritto, e oggi continua imperterrito ad affascinare le menti e i cuori con le sue gesta narrate da Omero, narratore forse ancora più misterioso della sua creatura.

Si parla di un tempo lontano, misterioso, avventuroso. Eppure è ancora insito nella nostra memoria in maniera forte. Ulisse è un nome che diventa famigliare appena lo ascoltiamo, un po’ come quella casa in cui ognuno di noi ha mosso i primi passi.

Una casa comoda che ci aspetta dopo le nostre odissee quotidiane e che diventa il nostro principale desiderio di accoglienza e di rifugio, ma anche il luogo dove far riposare il cuore dalle fatiche quotidiane.

Il rischio è anche uno dei simboli dell’eroe omerico. Un rischio al quale si sottopongono anche due persone come Maurizio e Antonio, che decidono insieme di sottoporsi a una sfida ardua, difficile da raccontare e da fotografare con certezza. Il progetto di realizzare un’immaginaria casa di Penelope in attesa del suo Ulisse nel vero cuore della città di Crotone, ossia le porte di quella piscina che ha quel sapore di lontananza e di leggende come si può trovare dentro la lettura dell’Odissea.

Una mostra di opere che insieme portano alla realizzazione di una casa, quella stessa dimora dove noi tutti vorremmo sostare almeno una volta nella nostra vita. Una casa curata da Penelope che aspetta silenziosamente il compagno, e lo fa tenendo cura di quel luogo che serve a dare un senso alla propria esistenza.

Ma una vera casa non è quella che noi vediamo oggi abitualmente. Una casa ha bisogno di odori, di sguardi, di sensazioni tangibili, di qualcosa che può toccare il cuore. Un luogo dove i nostri cinque sensi riescono a diventare un tutt’uno. Forse è questo il vero obiettivo di un’esposizione di opere che nell’insieme ricostruisce un ambiente e lo fa rivivere. E si badi bene che l’ultima frase usata è molto riduttiva.

L’opera d’insieme curata e realizzata da Maurizio Brescia e Antonio Gallina è qualcosa che va oltre la complessità. Ogni dettaglio parte da un concetto di semplicità e vuole nutrire la memoria. Possiamo parlare singolarmente dell’aroma di una pianta, del tocco di una stoffa, dello sguardo verso un pesce. Ma provate a parlare di tutto l’insieme, e provate a dire a voi stessi che cosa provate.

Forse non lo sapete, ma vorrei parlarvi della magia. La casa, in fondo, è un luogo magico. La magia nell’antica Grecia esisteva, ma era un qualcosa legato profondamente alla natura e all’essenza stessa dell’essere umano. Nascondeva un senso di meraviglia, ma nello stesso tempo di sicurezza. Perché la magia in fondo aveva un solo scopo: la tranquillità della nostra anima.

Ogni volta che il racconto procede, si arricchisce sempre di elementi, perché la casa di Penelope e di Ulisse che state osservando è essa stessa un racconto dove ognuno di noi è invitato a scoprire una magia legata alla natura. Una natura fatta di mare, piante, materiali, e tanto altro ancora. Magari la magia si manifesta in un altro modo, e vi verrà il desiderio di ascoltare la voce di Omero. Chissà…

Per uno scrittore qualsiasi sarebbe facile parlare bene del lavoro dietro il progetto dei due protagonisti Antonio e Maurizio. Eppure la loro diversità caratteriale e la loro formazione professionale che potrebbero camminare ben separate a un certo punto si sono incontrate, e insieme hanno voluto realizzare questa casa, intraprendendo anche loro un viaggio come lo fece Ulisse.

Perché Ulisse stette lontano da casa per tantissimo, troppo tempo. Lui sapeva che c’era una compagna che lo aspettava. Ma c’era anche una casa che voleva accoglierlo.

Anche voi in questo momento state vedendo una casa che vuole accogliervi. Mi permetto di darvi un suggerimento. Non limitate soltanto a guardarla. Odoratela, respiratela, vivetela. Entrate a contatto con la natura che vedete. Guardate l’arte con una certa profondità provando a immergervi. Ascoltate quello che si risveglierà dentro di voi. Nutrite il vostro cuore e la vostra memoria. Date alla vostra anima ciò di cui essa ha bisogno. E forse anche voi riuscirete a capire l’attesa di Ulisse, vivendo l’arte nella sua funzione più nobile: farvi vivere una magia.

Aurélien Facente, luglio 2016

Nota dell’autore: La mostra si può ammirare in un open space antistante l’ex piscina Coni in Molo Sanità a Crotone. La mostra è iniziata il 16 luglio e durerà fino al 26 di luglio, ed è visibile 24 ore su 24.

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