Il cane che amava il rock’n roll

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In questi anni non ho scritto nulla di lui. Non era facile per me. Ma è giusto ricordarlo perché ormai lui è una delle leggende metropolitane crotonesi. Il suo nome: Jimmy Hendricks. Un cane zoppo di colore bianco con origini maremmane che si aggirava sul lungomare di Crotone. Jimmy, il cane più libero del mondo. Jimmy, il cane che amava il rock’n roll.

Ormai è da qualche anno che non cammina più sul lungomare. Jimmy se ne andò liberamente senza lasciare una traccia. I cani tendono ad allontanarsi per sempre, perché sanno che quando muoiono il trauma per chi li ha amati è fortissimo.

Non ho potuto fargli il funerale, e come me tante altre persone che gli volevano bene. Ma è giusto così. Perché Jimmy era la libertà fatta cane.

I cani randagi ti spuntano all’improvviso. Non sai da dove vengono. Arrivano e si sistemano. Le prime settimane crotonesi di Jimmy non furono facili. Se ne stava solo soletto dalle parti del tribunale di Crotone in cerca di semplice affetto. Avevo notato che non era cattivo. Tanto lui era solo in cerca d’affetto.

Bastarono un paio di carezze, e poi si mise a seguirmi. Lo chiamai Jimmy perché aveva sempre quella faccia da simpatico figlio di puttana, e poi lo era realmente.

Non so perché si affezionò tantissimo a me. Non salì mai in casa mia, e mangiò poche volte. Jimmy impazziva per me. Si faceva passeggiate lunghissime, e mi accompagnava a casa. A volte riusciva a snervarmi anche perché voleva sempre delle attenzioni.

Eppure ho contribuito a fargli passare le giornate migliori per come dovrebbero essere per un cane. Gli trovai un’altra tana, vicino al lungomare. Gli trovai dei compagni di giochi e di vita. Jimmy riuscì ad adattarsi ad un ambiente che gli dava la giusta libertà. E poi sapevo che si faceva volere bene.

In poco tempo diventò il guardiano del lungomare.

Ma Jimmy era anche un esibizionista convinto. Disposto a tutto pur di farsi notare. Amava sedersi sulle panche di marmo, oppure saliva sopra un muretto e poteva stare ore solo per il gusto di vedere in faccia le persone.

Poi un giorno gli diedi un soprannome: Hendricks. In omaggio a Jimi Hendrix. Sapete perché? Perché adorava stare vicino il palco del Columbus ad ascoltare la musica, perché lui la ascoltava e in qualche modo si divertiva. Un giorno salì sul palco durante un’esibizione rock’n roll. Lo fece più di una volta. Non lo faceva per disturbare l’artista. Lo faceva per gli applausi o per il semplice fatto che adorava essere fotografato.

Jimmy voleva gli applausi. E voleva anche essere fotografato. Non ho mai trovato un cane così collaborativo per farsi le foto. Un vero e proprio narcisista.

Chissà. Forse dentro di lui c’era l’anima di un rocker maledetto reincarnato nel corpo di un cane.

Fedelissimo a me, fu anche il cane maestro della mia bimba. Jimmy non passava notte tranquilla se prima non faceva la passeggiata con Kylie. E quando Kylie aveva i suoi periodi da femmina, Jimmy stava quindici giorni sotto casa a fare da guardiano. Oddio, era anche maniaco a dire il vero. Ma con lui bastò soltanto una piccola dimostrazione di forza, e la cosa finì lì.

Passarono gli anni. Per un cane di strada la vita è più breve rispetto a un cane di casa o di campagna. Mi accorsi che Jimmy non riusciva più a essere pimpante come prima. La tendenza a non voler più socializzare è il primo sintomo dell’avvicinarsi dell’ultima ora di un cane.

Jimmy stava invecchiando, ed io lo vedevo. Poi mi accorsi del suo male, che lui teneva nascosto con orgoglio. Fece per l’ultima volta il guardiano a Kylie, e poi una notte scomparve.

Aspettai qualche giorno prima di ufficializzare la notizia. Io lo sapevo che se n’era andato per sempre. Perché l’ultima notte non voleva avvicinarsi a Kylie, come se non voleva darle di persona l’ultimo addio. Anche i cani hanno una loro dignità.

Jimmy mi manca ancora oggi, ma non ho fatto un dramma eccessivo per il suo addio. Era nato libero, ed era giusto che scegliesse di andarsene liberamente.

Ci ho messo qualche anno a scrivere un ricordo, a trovare le parole migliori per un amico che amava scorrazzare libero per le strade della città di Crotone. Secondo me, dovunque egli sia, sta ancora scorrazzando libero, magari alla ricerca di qualche concerto rock.

Stay on rock, Jimmy. Tanto, alla fine, starai sempre nel mio cuore.

 

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