La notte dello scrittore

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Non sono uno che ama dormire presto. Mi piace aspettare l’alba. Mi piace ascoltare il rumore della notte. Un rumore fatto di silenzio, di vento, di sussurri. Vivo la notte in solitudine con me stesso. Il solo modo di aprire il mio cuore. Il solo modo di poter scrivere quello che ti pare, senza che nessuno ti giri intorno.

Quanti come me fanno questa vita notturna dove l’aspetto creativo gioca il suo ruolo più importante? E magari lo fai con un po’ di buona musica intorno. Che so? Cure, Nine Inch Nails, Sergio Cammariere e altri che non mi vengono in mente perché son tanti. Qualcuno lascia accesa la tv o la radio. Oppure il silenzio. L’unico silenzio che si possa sperare in un ambiente urbano che ogni giorno ci opprime.

Perché oggi l’ambiente urbano, anche se ricco d’ispirazioni continue, trasmette sempre quel senso claustrofobico di chiusura che ti vien difficile di riuscire a pensare a qualcosa di positivo.

Durante la notte qualcosa partorisce. Nessuno ha idea di cosa possa uscire, anche se l’idea appare ben chiara. La notte è il miglior momento per lavorare, anche perché ti puoi permettere di fumare una sigaretta sul balcone oppure di aprire la finestra e di gettare un canto notturno. Una notte solo con te stesso ti permette di commettere atti puramente liberatori che la società considererebbe folli. Ma quando sprizzi libertà dentro di te è giusto che tu lo possa esprimere al meglio contro questa società prigioniera di se stessa.

Durante la notte, lo scrittore non pensa al giorno o a quello che gli è capitato. Perché durante il giorno si vede l’ipocrisia, l’egoismo, l’avidità. I tre nemici della signora ispirazione che quando riesce a toccare il tuo essere pretende semplicemente che tu sia sincero con te stesso, anche se stai scrivendo una favola per bambini.

La notte è una lunga storia da raccontare. Una storia che pochi scrivono. Perché quei momenti sono unici e non vanno raccontati, se non in parte. Perché scrivere di quei momenti è come se un illusionista rivelasse i suoi trucchi, con la differenza che i segreti della notte non possono essere capiti dalla maggior parte delle persone che vi dicono di stare dalla parte del buon senso.

La notte di uno scrittore è un intero mondo da raccontare, con il solo problema di trovarsi all’interno di uno spazio piccolo. Ma quel mondo si trova nella mente, ed è un mondo che non ha mai fine…

 

Si tratta di un testo che ho scritto nel 2012. Lo ripropongo, perché è da qui che riparto seriamente. Un benvenuto ai nuovi eventuali lettori e un caro saluti ai vecchi lettori

Aurélien Facente, 14.5.2016

2 pensieri su “La notte dello scrittore

  1. Passaggio, a mio avviso, straordinario:

    “La notte è una lunga storia da raccontare. Una storia che pochi scrivono. Perché quei momenti sono unici e non vanno raccontati, se non in parte. Perché scrivere di quei momenti è come se un illusionista rivelasse i suoi trucchi, con la differenza che i segreti della notte non possono essere capiti dalla maggior parte delle persone che vi dicono di stare dalla parte del buon senso.”

    "Mi piace"

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