26.4.2016 – La Liberazione dimenticata

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Ci sono eventi che vanno ricordati, ci sono storie che non possono essere dimenticate. A fare i moralisti, è facile dire certe cose. Ma il ricordo è qualcosa che va sentito, che va nutrito.

L’Italia sa essere strana e maledetta.

Ieri era la festa della Liberazione. Un giorno, il 25 aprile, che sancisce la fine di un conflitto sanguinoso per l’Italia della Seconda Guerra Mondiale.

Storie di persone che hanno combattuto e sono morte per regalarci la libertà, il diritto, la vita stessa. Persone che in ogni caso hanno combattuto per darci una strada per il futuro, mosse da un grosso senso del dovere.

Li chiamano partigiani. In realtà sono eroi che credevano in qualcosa di meglio, che si sono opposte a una deriva pericolosissima, e sono arrivate a sacrificare la propria vita per portare avanti un ideale.

La storia umana è piena di esempi di coraggio. Un coraggio che nasce quando c’è la coscienza della paura. È come se entrasse un input nella testa. Una domanda: perché continuare ad avere paura e a vivere nella paura?

Giocare con la paura è un’arma a doppio taglio. Le dittature giocano con la paura, ma dopo qualche tempo il gioco perverso si ribalta. E tutto deve ricominciare.

In fondo, Gianbattista Vico aveva ragione. Li definiva ricorsi storici. Concetti che ripetono spesso.

Eppure si potrebbe evitare. Grazie al nutrimento del ricordo.

Ieri, leggendo il Fatto Quotidiano, ho scoperto un’inchiesta sul 25 aprile. Un giornale che ha fatto un sondaggio sul significato della ricorrenza passando tra i giovani. Non tutti sapevano che cos’era il 25 aprile. E non è che ci tenevano tanto a saperlo. Qualcuno ha risposto, ma la maggior parte era menefreghista, e in parte aveva anche ragione.

L’Italia è un paese che si complica la vita già da solo. Un paese dove la chiacchiera è la malattia più diffusa. Giornalmente ho a che fare con ragazzi più giovani di me. Per quanto possano sembrare passivi, in realtà hanno desiderio di disciplina, di educazione, di lavoro. Alcuni di loro purtroppo prendono la strada dello sballo, ma la verità è che la maggior parte di loro desidera un mondo più giusto. Quindi non è che certi principi siano decaduti. È solo che il mondo adulto di una generazione prende troppo sotto gamba alcune tematiche. Anzi, preferisce dimenticarle. E così gli esempi seri della storia umana vanno a puttane.

Certo, c’è anche la distanza temporale che gioca. Sono ormai passati 71 anni da allora. Sono pochissimi i partigiani veri che possono raccontare. Le testimonianze si perdono per sempre. Certo, ci sono i libri. C’è anche il cinema. Si tratta purtroppo di prodotti che non hanno il linguaggio di oggi. Il risultato è avere una generazione abbastanza spaesata.

Ho l’impressione che oggi si preferisce non nutrire la riflessione. Si toglie dalla cultura il concetto di riflessione, e così diamo l’impossibilità di interagire direttamente con i principi che ci hanno reso una nazione.

Anche io non avverto più la sensazione che il 25 aprile serva a qualcosa. Per me è ancora più grave, ma perché comunque sono circondato da altre problematiche che vanno affrontate. Una società qualsiasi ha dei periodi fertili e dei periodi vuoti. L’Italia sta attraversando il suo periodo vuoto. Responsabilità pesanti ce ne stanno, a cominciare da noi stessi. Perché i nostri figli ci faranno prima o dopo la seguente domanda: dov’eravate quando tutto andava alla deriva?

Non so se avremo la forza intellettuale di rialzarci perché per farlo richiede un enorme sforzo di consapevolezza e di cambiamento interiore, ma in qualche modo ci arriveremo. È inevitabile. Forse passeremo da un’altra guerra disastrosa perché è il prezzo che pagheremo. L’umanità, purtroppo, è anche questa.

Personalmente, abolirei il 25 aprile come giorno di vacanza. Lo celebrerei nelle scuole, dedicando la giornata al ricordo, alla lettura, alla visione di film e documentari. È un modo per trasmettere e nutrire il senso del ricordo di un sacrificio per la libertà.

L’idea è buona, ma siamo in Italia, un paese bellissimo ma parecchio strano.

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