18.4.2016: Cucù, sono ancora vivo

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Pensavate che fossi morto? Beh, in realtà sono stato malato per qualche giorno, e adesso mi sto godendo la convalescenza. La broncopolmonite è brutta cosa. Ma la cosa che mi ha infastidito non è stato tossire fino alla morte, tanto da avere l’impressione di avere i polmoni che stavano scassando la gabbia toracica. Mi ha dato fastidio assentarmi in tutti i sensi, perdere dei giorni dove non ho capito un cazzo. Non mi sarò perso granché forse, ma quel senso di assenza obbligata. Guardate che è dura per chi vuole fare lo scrittore, perché uno scrittore campa per lo più di continuità. E se non si dà la continuità giusta, non è che la scrittura ne riesca a guadagnare.

Certo, con una broncopolmonite non si scherza. Soprattutto se oltre alla broncopolmonite dovete preoccuparvi di tenere il diabete sotto controllo. Vi assicuro che non è bello.

Ma la vuoi finire di parlare delle tue malattie? Beh, purtroppo ho passato dei giorni a tossire e a tenere il diabete sotto controllo. Volevo soltanto rassicurare sulla mia salute, e che ci vuole ancora qualche giorno di pazienza per riprendere i ritmi giusti. Non ne sto facendo una tragedia. Anzi, sono qui a scrivere ascoltare la mitica “You Spin Me Right Round” dei Dead or Alive, quindi mi sa che sono sulla buona via della guarigione.

Sto ancora tossendo a dire il vero. Ma nulla che un buon sciroppo non possa curare a dovere, oltre a qualche altro piccolo accorgimento.

Ma perché al lettore gli dovrebbe fregare dei miei malanni? Perché è la ragione per la qualche mi sono assentato, e vorrei rassicurare le persone che mi vogliono bene (ma anche quelle che mi detestano) che sto recuperando la forma migliore.

Nel frattempo, il mio cervello ha elaborato. Avrei voluto anche fotografare, ma mi è stato sconsigliato di andare troppo in giro. La salute è importante.

Allora, in queste due settimane che son mancato, ho notato che ne sono successe di cose. Non so proprio da dove cominciare.

Tanto ci sarà tempo per parlarne. Ne approfitto per dirvi perché dovreste soffermarvi a leggere ogni tanto questo blog. Ragioni precise non ce ne sono, giacché questo blog nasce come ulteriore evoluzione della persona che mi trovo ad essere, e chiude di fatto un percorso durato ben quattro anni.

Mettila così: sono tornato a scrivere con regolarità dopo una lunga pausa dove ho preso decisioni drastiche che mi hanno portato soltanto benefici fisici (alla faccia di chi mi diceva che certe decisioni non andavano prese).

Allora, ne approfitto per presentarmi. Mi chiamo Aurélien Facente. Per il momento vivo a Crotone, e francamente vorrei andarmene in altri posti. Ma non posso lamentarmi a dire il vero. Da ragazzo volevo fare lo scrittore, e ci sto provando ancora oggi. Nel frattempo ho avuto diverse esperienze lavorative (non tutte fallimentari) che mi hanno dato la possibilità di crescere nel bene e nel male. Per oltre otto anni ho fatto il giornalista, e poi ho deciso di dare l’addio a questa grande avventura (e vi assicuro che ne è valsa la pena).

Però la voglia di scrivere mi è rimasta, oltre alla voglia di raccontare la realtà (non c’è bisogno di essere giornalisti per farlo). Quindi vi do il benvenuto a questa nuova avventura che ha già in archivio qualche altro articoletto. Cercherò di non annoiarvi.

Buona continuazione.

 

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